di Satiricus
"Alcuni,
che finiscono per essere tristi, preti tristi, e trasformati in una sorta di
collezionisti di antichità oppure di novità, invece di essere pastori con
“l’odore delle pecore” – questo io vi chiedo: siate pastori con “l’odore delle
pecore”, che si senta quello –; invece di essere pastori in mezzo al proprio
gregge e pescatori di uomini. È vero che la cosiddetta crisi di identità
sacerdotale ci minaccia tutti e si somma ad una crisi di civiltà; però, se
sappiamo infrangere la sua onda, noi potremo prendere il largo nel nome del
Signore e gettare le reti. È bene che la realtà stessa ci porti ad andare là
dove ciò che siamo per grazia appare chiaramente come pura grazia, in questo
mare del mondo attuale dove vale solo l’unzione – e non la funzione –, e risultano
feconde le reti gettate unicamente nel nome di Colui del quale noi ci siamo
fidati: Gesù".
Negli ultimi mesi ho
riletto sovente queste parole, che nella freschezza di una forma comunicativa
inusitata, portano con sé un’indiscutibile robustezza cattolica. Rendono
infatti molto bene l’idea di un Cattolicesimo come religione di popolo, di
contro a un certo trend filo-protestante che in parte auspica e in parte
promuove un neo-cristianesimo degli eletti fatto di chiese vuote e concetti
elitari.
A partire da queste
brevi righe appare chiaro che il prete cattolico, il prete che non va in crisi,
è il prete che si fida di Gesù, che sulla parola di Gesù getta la rete anche
laddove non sembrerebbe proficuo, e perciò fa pesca abbondante; e questo prete al
contempo è il prete che sta col suo popolo, non ricusando di portarsene indosso
l’odore, quand’anche la cosa risultasse non proprio gradevole e applaudita.
Oggi ho un motivo
rinnovato per fare memoria di queste riflessioni, e il motivo è il debito di ringraziamento
verso un meraviglioso pastore, un autentico minister-servo
che non ha mancato di gettare le reti in punti ormai ritenuti infecondi – quali
i diritti della liturgia e della bioetica pro-life –, una guida che nella
consapevolezza schietta del proprio ruolo e della propria immagine alta non ha mai
rifiutato di camminare in mezzo alla sua gente. «Per voi sono vescovo, con voi
sono cristiano»
Lo onoro e ringrazio
del servizio svolto. E da semplice fedele prego il Signore di ricompensarlo dei
tanti servigi prestati con obbedienza e abnegazione alla Sua Chiesa. Nel salutarlo vi
ripropongo un’immagine tra le più belle degli ultimi mesi, icona della
variopinta ricchezza della nostra vera religione, sequenza di cui il prelato è
stato protagonista e, se non cuore, certo voce.
Alludo all’ultima Marcia
per la Vita, dove fu tra i pochi pastori a mostrare il buon vecchio coraggio di
verace guida cattolica, tra i pochi a scendere in strada a fianco dei laici,
fra i pochi a pronunciarsi a salvaguardia di quelle “periferie esistenziali”
che i pro-choice straziano ed accrescono nel mondo. Marcia partecipatissima e
meravigliosa, conclusasi in bellezza con l’incontro tra lui e Francesco. Sì
perché, ricorderete, il Papa del gregge non mancò neppure in quell’occasione di
muoversi verso il popolo, popolo scortato dal Cardinale pastore.
Per tutto questo, e
per l’estremo esempio di docilità che la accomuna al suo grande amico in
bianco, Benedetto XVI, la ringrazio e la saluto con affetto filiale.
Ad multos annos,
Eminenza!
Pubblicato il 21 dicembre 2013
E così, ahimè, è successo che quest'uomo "che nella consapevolezza schietta del proprio ruolo e della propria immagine alta non ha mai rifiutato di camminare in mezzo alla sua gente" è finito silurato da parte di quello che ha addosso l'odore delle pecore, che "in mezzo alla sua gente" ci sta forse fin troppo (mettendo in gravi difficoltà persino gli uomini deputati a proteggerlo), ma la cui consapevolezza del proprio ruolo non è invece altrettato schietta (ma insomma, vuole essere solo "vesovo di Roma" o si rende conto di essere il Vicario di Cristo in terra?), così come quella dell'immagine che chi ricopre il suddetto ruolo deve dare di sè (paramenti, insegne esteriori e modi di fare suoi sono infatti tutto un programma...), ma sulla cui autoritarietà, dietro l'ingannevole aria bonacciona esibita, non possono esserci dubbi.
RispondiEliminaTommaso Pellegrino - Torino