di Enrico Maria Romano
Tutti sanno o meglio tutti dovrebbero
sapere che esiste una incompatibilità tra la Chiesa cattolica e la setta
anticristiana per eccellenza, ovvero la Massoneria, detta anche Libera
Muratoria. Eppure nel mondo cattolico
moltissimi (pastori, politici, teologi) fanno finta di nulla e fanno altresì orecchie da mercante: le decine e decine di condanne della Massoneria
internazionale emanate dai Sommi Pontefici è come se non ci fossero mai state.
Solo le riviste più identitarie continuano a parlare della Massoneria e del problema massonico, oggi divenuto immane e apparentemente insormontabile vista l’influenza inconcepibile della piovra anticristica. Ma come si spiega questo imbarazzato silenzio? A volte si tace per ignoranza ed in effetti le giovani generazioni dei ventenni-trentenni hanno sentito parlare poco della Massoneria, e ancora meno del suo essere una spaventosa potenza di secolarizzazione e di laicismo senza pari. A volte si tace per timore, e in questo caso si conosce, forse, la forza che questa anti-chiesa esercita nella politica, nella finanza, negli affari, nell’economia, nello spettacolo e nella cultura. A volte si tace, ed è la cosa più grave, per puro irenismo ideologico detto da alcuni “dialogo col mondo e coi lontani”: cercando sempre e comunque quel che unisce e mai quel che divide, chiaramente la realtà viene modificata secondo le nostre artefatte lenti di analisi. Anche tra Dio e Satana però non mancano le somiglianze (la natura spirituale per esempio) e neppure tra il boia e la vittima, ma queste non bastano a cancellare le differenze.
Solo le riviste più identitarie continuano a parlare della Massoneria e del problema massonico, oggi divenuto immane e apparentemente insormontabile vista l’influenza inconcepibile della piovra anticristica. Ma come si spiega questo imbarazzato silenzio? A volte si tace per ignoranza ed in effetti le giovani generazioni dei ventenni-trentenni hanno sentito parlare poco della Massoneria, e ancora meno del suo essere una spaventosa potenza di secolarizzazione e di laicismo senza pari. A volte si tace per timore, e in questo caso si conosce, forse, la forza che questa anti-chiesa esercita nella politica, nella finanza, negli affari, nell’economia, nello spettacolo e nella cultura. A volte si tace, ed è la cosa più grave, per puro irenismo ideologico detto da alcuni “dialogo col mondo e coi lontani”: cercando sempre e comunque quel che unisce e mai quel che divide, chiaramente la realtà viene modificata secondo le nostre artefatte lenti di analisi. Anche tra Dio e Satana però non mancano le somiglianze (la natura spirituale per esempio) e neppure tra il boia e la vittima, ma queste non bastano a cancellare le differenze.
La
rivista Radici Cristiane nel numero
di settembre 2013 ha affrontato egregiamente la questione della Massoneria con
un dossier dedicato all’Immortale odio che
la Setta nutre per il cristianesimo. L’espressione Immortale odium si riferisce ad una moneta che fu coniata dalla
Massoneria dell’Ottocento, con quella terrifica iscrizione, per ricompensare
quei satanici delinquenti che cercarono di gettare nel Tevere la santa salma di
Pio IX, durante il suo trasporto notturno dal Vaticano a san Lorenzo fuori le
Mura. Secondo il dossier di Radici
Cristiane la condanna della Massoneria è stata espressa da “quasi seicento
interventi da parte dei Romani Pontefici” (p. 34). Il primo è la Lettera Apostolica In eminenti pubblicata nel 1738 da Clemente XII, l’ultimo è la dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede del 26 novembre 1983. Successivamente
ci sono stati dei documenti di singole Conferenze Episcopali, come la “Dichiarazione
circa l’appartenenza dei cattolici alla Massoneria” pubblicata nel 1980 dall’Episcopato
tedesco, in cui si riaffermava nettamente sia il carattere naturalistico delle
Setta, sia la sua incompatibilità con il cristianesimo. Si dimentica però nel
Dossier la netta condanna della Massoneria da parte dell’Episcopato del Paraguay avvenuta nel 2012. Scrissero i Presuli latino-americani dopo la loro
assemblea generale: “La massoneria e le sètte sono ostacoli esterni per la
nostra opera di evangelizzazione. In particolare, la massoneria, che non riconosce la divinità di Gesù Cristo, offre con
l’inganno un’attrazione filosofica mista a filantropia che contraddice la fede
cristiana. Per questo motivo […] sosteniamo che nessun cattolico può far parte
della massoneria”. Parole chiare e importantissime vista la loro rarità.
In Francia, però, ancor più recentemente un
sacerdote, certo don Pascal Veslin, è stato rimosso dalla sua parrocchia
(Sant’Anna d’Arly-Montjoie), a causa della sua appartenenza alla Massoneria
e Yves Chiron ha pubblicato l’ottimo documento, emanato dalla Curia diocesana
di Annecy, con cui si motiva e si giustifica dottrinalmente un tale
provvedimento (Aletheia, n. 206, 8
settembre 2013). Visto che pochi lettori del blog hanno accesso all’ottima Lettera di informazioni religiose
redatta mensilmente dallo storico francese, offriamo qui la sintesi dei
passaggi più importanti di questa rara ma ineccepibile condanna. Chiron titola
così il numero 206 di Aletheia:
« Prete e massone : l’incompatibilità assoluta ».
L’iter della rimozione dell’abbé Veslin (abbé
traduce il don italiano, e solo
quando si parla di monaci significa abate)
è stato lungo, equilibrato e approfondito. Nel 2010 e nel 2011 il vescovo di
Annecy, in Savoia, a seguito di informazioni ricevute, convoca il sacerdote per
metterlo in guardia dalla frequentazione della Massoneria, ma il sacerdote
continua imperterrito il suo percorso, addirittura tenendo in Loggia una
conferenza con questo titolo «Come può rispondere la Massoneria ai
bisogni spirituali dell’uomo? ». Dopo nuovi colloqui con l’Ordinario,
la Congregazione per la Dottrina della
Fede, nel marzo del 2013 – dunque già sotto Papa Francesco – vista
l’ostinazione del sacerdote, « decide che don Veslin deve essere dimesso
dalle sue funzioni» (p. 1). Il prete-massone invece di pentirsi dello
scandalo dato ai fedeli si reca a piedi fino a Roma (il viaggio è durato dal 14
luglio al 21 agosto 2013) pensando di convincere il Pontefice della sua buona
fede. Ma il Papa, al corrente della
storia, non l’ha neppure ricevuto. Chiron pubblica la lettera che il Gran
Maestro del Grand’Oriente di Francia ha scritto a Papa Francesco il 18 luglio
2013 per difendere il suo amico don Veslin: essa però sprizza veleno e
anti-cristianesimo da tutti i pori ed è meglio ignorarla.
Di
grande interesse invece e di viva luminosità è la Dichiarazione della curia diocesana di Annecy la quale dimostra
impeccabilmente le ragioni di incompatibilità tra cattolicesimo e Massoneria. Essa
ci appare come rilevante perché dottrinalmente ben costruita, senza alcuna
invettiva inutile e senza moralismi di sorta. Anzitutto
si ricorda che l’assenza della condanna
della Massoneria nel Codice di diritto
canonico del 1983 (rispetto a quello del 1917) non implica un cambiamento
dottrinale, ma è dovuta a ragioni redazionali. La condanna resta ed è
immutabile, aggiungo io, fino alla conversione della Massoneria! Si
afferma poi: «Il relativismo è nei
fondamenti stessi della Massoneria. E’ questo il nodo dell’incompatibilità, in
ragione delle conseguenze [di detto relativismo] sul contenuto dell’atto di
fede, sull’atto di fede in sé stesso, sull’agire morale e l’appartenenza alla
Chiesa». Si fa notare, con linguaggio fattosi raro: «I massoni negano la possibilità di
una conoscenza oggettiva della verità. Si chiede al massone di essere un uomo
libero, che non conosce nessuna sottomissione ad un dogma, il che implica il
rigetto fondamentale di tutte le posizioni dogmatiche». Il documento
di Annecy, da tradurre e diffondere il più possibile, cita qui un certo Dizionario massonico internazionale (il Lennhoff-Posner del 1975), il quale
dichiara: « Tutte le istituzioni che riposano su un fondamento dogmatico,
e di cui la Chiesa cattolica può essere considerata la più rappresentativa,
esercita una costrizione di fede»; questo sempre secondo la Massoneria.
Essa stessa dunque dovrebbe ammettere quell’incompatibilità che invece, contraddittoriamente
e in virtù della teoria assurda della coincidenza degli opposti, non vuole riconoscere,
almeno davanti ai profani…
Ma
l’ottimo documento episcopale spiega bene l’incompatibilità dal punto di vista
filosofico scrivendo: «Viene
rigettato ogni dogma, con il pretesto della ‘tolleranza assoluta’. Così, il
massone sostiene il primato e l’autonomia della ragione in rapporto ad ogni
verità rivelata. E rifiuta l’idea stessa di una rivelazione». Dunque,
«non esiste, secondo la Massoneria,
nessuna conoscenza oggettiva di Dio, in quanto essere personale. E questo è
l’opposto della concezione cristiana di un Dio che si rivela ed entra in
dialogo con l’uomo». Questo anti-dogmatismo massonico porta anche ad
immani deviazioni nella vita morale. Infatti, «sostenendo il primato e l’autonomia della ragione in rapporto ad ogni
verità rivelata, l’uomo pretende di perfezionarsi senza sosta appoggiandosi al
suo potere di auto-creazione. Secondo la filosofia massonica, l’uomo non ha
bisogno di salvezza». D’altra parte anche «sul piano etico, le differenze sono considerevoli. Per il
massone, le regole morali sono destinate ad evolversi senza sosta sotto
l’impulso dell’opinione pubblica [!] e dietro i progressi della scienza. La
morale evolve in base al sentire della società ». Ci si può immaginare
quale sia allora oggi la morale massonica: diritti evolutivi (all’aborto, al
divorzio lampo, alle nozze gay, etc.), individualismo assoluto, egoismo
sociale, tolleranza di tutto e di tutti tranne verso coloro che professano una
visione dogmatica, etc. Insomma la società dell’anti-Cristo.
La
conclusione dell’ottimo documento episcopale è la seguente: «Dato che la Massoneria rivendica per
i suoi membri una adesione totale, è evidente che la doppia appartenenza è impossibile
per un cristiano il quale ‘appartiene a Cristo’ (Rm 14,8)».
Pubblicato il 21 ottobre 2013

La Massoneria non è come di te voi.
RispondiEliminainnanzitutto le consiglio un apprendistato volto a migliorare la grammatica italiana. poi ci potrà spiegare la massoneria "come dice lei".
Eliminasenza argomenti ci si fa solo abbacinare da idee che forse appaiono luminose ma sono solo miserande, mentre gli apprendisti e i membri si fanno proni ed utili idioti a poteri innominabili. se vuole essere un uomo libero lasci stare l'apprendistato ....
ha solo messo uno spazio in più per errore di battitura e tu "innanzitutto" parli di grammatica. come se i refusi fossero questione di conoscenza dell'ortografia. che argomenti porta il post? nel tuo commento ci sono solo giudizi al veleno che non valgono niente.
Eliminala massoniera e' di essenza giudaica e dunque anticristiana !
RispondiEliminaPS: Non avete citato nessun documento col suo titolo originale o rimandando ad un sito per poter leggere quelle fonti direttamente.
Ha ragione: abbiamo appena aggiornato il testo dell'articolo, inserendo - dove possibile - link di rimando. Grazie per la segnalazione.
EliminaMorale affidata all'opinione pubblica?! Uhm...qualcuno potrà dire comodo, ma solo perchè vive in un paese dalle profonde radici cristiane. Basta pensare al partito pedofilo olandese o a tutti quei paesi del sud est asiatico e africani. Qualcuno vuole provare a sperimentare la loro morale sulla propria pelle? Non se ne parla?! Ma come, non era comodo?!
RispondiEliminaScusate ma comunque volevo ricordarvi che De Maistre era Massone, c'è stato 20 anni in Massoneria e non si è mai pentito, è un articolo strano per un blog che porta il suo nome
RispondiEliminaLei conosce molto parzialmente la figura di de Maistre, il quale uscì dalla massoneria nel 1790. Egli infatti aderiva ad un'idea di massoneria, se così si può chiamare, ben diversa da quella moderna. Il gruppo cui apparteneva, certamente opinabile quanto si vuole, era un gruppo fedele al Papa. Dopo la Rivoluzione Francese il conte capì che la massoneria non aveva più alcuna speranza di riconvertirsi alla fedeltà al pontefice e quindi ne uscì.
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