Sabato 12 ottobre si sono svolte, in
diverse città d’Italia, varie manifestazioni delle “sentinelle in
piedi”, ovvero coloro che ora protestano contro il ddl Scalfarotto, ovvero difendono il buon senso. Le sentinelle hanno un
loro modo di manifestare, consistente nello stare in piedi, tutti
rivolti verso un’unica direzione, come fanno appunto i guardiani;
si tratta di una manifestazione del tutto pacifica, silenziosa e
incruenta.
Tra i manifestanti di Milano c’ero
anch'io, con tanto di maglietta del blog che state leggendo. In una serata abbastanza
tiepida sono giunto in piazza verso le quattro e venti, accompagnando un
mio amico, membro dello staff delle sentinelle, a cui ho dato una
mano a portate alcune borse di libri da prestare ai manifestanti.
Preciso che la quasi totalità dei libri era di argomento non
cattolico (l’autore più presente era Philip K. Dick): la manifestazione non è infatti confessionale, poiché il
ddl Scalfarotto non è sbagliato per motivi religiosi, ma perché
limita la libertà d’espressione, come si evince da questo passo:
"Salvo che il
fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell’attuazione
della disposizione dell’articolo 4 della convenzione, è punito:
a)
con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a
6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio
razziale o etnico, ovvero istiga
a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali,
etnici, nazionali, religiosi o
fondati sull’omofobia o transfobia;
b)
con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo,
istiga a commettere o commette
violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi
razziali, etnici, nazionali, religiosi o fondati
sull’omofobia o transfobia."
Tenuto conto che
la legge, per come è stata scritta, non definisce quali sono queste
“idee fondate sulla superiorità” riguardanti l’omofobia o
transfobia, sorge spontanea la domanda se sarà ancora lecito dire
che omosessualità ed eterosessualità non sono identiche, o che la
“famiglia” omosessuale non è una vera e propria famiglia. Certo,
qualcuno potrà dire che le frasi che ho appena detto non toccano le
persone in particolare, difatti non ho detto “gli omosessuali”,
ma “l’omosessualità”, quindi sto parlando in termini generali
eccetera, ma, di nuovo: questa differenziazione tra il parlare in
termini generali e il parlare di persone fisiche, nella legge non
c’è. E, a livello più pratico, non credo che in Italia esistano
tanti giudici inclini a queste distinzioni, che di certo non vengono
fatte dal movimento omosessualista.
Tornando alla
manifestazione, lo staff ha chiesto alle sentinelle di disporsi nella
piazza verso le cinque meno dieci, dopo che molte di esse hanno preso
un libro da leggere; in un angolo è stato sistemato un banco con i
volantini, attorno al quale vi erano alcuni membri dello staff,
delegati come portavoce. La manifestazione in sé è consistita nello
stare in piedi per circa un’ora, fino alle diciotto; durante questo
tempo, alcuni passanti si sono rivolti allo staff per sapere per cosa
ci eravamo riuniti (piazza Cordusio è un punto di passaggio di
Milano, ci passano continuamente delle persone), e alcuni di essi si
sono anche uniti alla veglia, facendoci raggiungere il totale di
circa 500 persone riunite in piazza a manifestare. Da segnalare
alcuni disturbatori (io ne ho visti solo 2) che sono passati in mezzo
alle sentinelle portando un foglio con scritto “le vostre idee sono
il nostro sangue”, vestendo una t-shirt sulla quale era stampata
una macchia di sangue. Dopo alcuni minuti se ne sono andati, e uno di
loro ha urlato alcune parole contro di noi, chiudendo con l’unico
argomento che hanno tutti i sostenitori del “mondo arcobaleno”:
gridare “omofobi!” a chiunque non sia d’accordo con loro, per
suscitare una reazione emotiva e chiudere la discussione prima di
iniziarla. Viene spontaneo, dopo questa azione di disturbo,
chiedersi: se noi non vogliamo mettere in galera loro, perché loro
vogliono mettere in galera noi? Domanda destinata a rimanere senza
una risposta diversa da “omofobi!”.
Pubblicato il 16 ottobre 2013

...cinquantasei... cinquantasette... cinquantotto manistanti!
RispondiEliminala prossima volta scegliere una piazza più piccola.
Bravi tutti.
RispondiEliminaSe non ho capito male, tra i motivi discriminatori c'è anche il fatto religioso per cui ne deduco che se la vostra manifestazione fosse stata appunto di stampo religioso, non si sarebbe ritorsa contro di loro la discriminazione, per cui sarebbero stati loro colpevoli di reato????
RispondiEliminala legge antiomofobia non e' niente rispetto alla legge contro il negazionismo.
RispondiEliminaCari Amici d'Italia, La legge anti-negazionismo da poco votata da voi in parlamento, sara utilisata contro tanti citadini italiani che oserano negare qualche cosa che non piace al systema. Vedrete ! In Francia abbiamo un po di anticipazione su quel che succedera anche da voi. CORAGGIO ! VIVA CRISTO REY ! VIVA !
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