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11 aprile 2019

27 novembre 2017

Una lettera per gli amici del settimanale Tempi


di Daniele Barale

La chiusura del settimanale Tempi ricorda quella di un'altra autorevole testata Il Sabato. Entrambe hanno formato e informato generazioni di autorevoli giornalisti e lettori. Sono nate per accogliere sia la necessaria esigenza di inculturazione (come ricorda, ad esempio, "Fides et Ratio") della Fede, respingendo la tentazione di disincarnarla, che la straordinaria intuizione di don Giussani "suscitare nei giovani la vocazione al giornalismo", con cui offrire al prossimo la carità di ricordargli il Buono il Bello il Vero che reggono la realtà. Anche perché non di solo pane vive l'uomo.

Quindi, amici e colleghi di Tempi, il dolore per come siete stati trattati dal liquidatore della società editrice (per i vostri 23 anni di onorato servizio, questo non lo meritavate) è forte; e aumenterà quando sarà ancora più evidente l'assenza della vostra "fraternità" dalla società civile. Una piccola patria (direbbe Chesterton) ove era possibile incontrare persone vive, che incarnavano/incarnano il buon senso comune: penso a Susanna Campus, padre Aldo Trento, Pippo Corigiliano, Rodolfo Casadei, Benedetta Frigerio, Luigi Amicone, Alfredo Mantovano, e sono solo alcuni. Da ieri la salute della libertà di pensiero di stampa, come della libertas ecclesiae et educandi nel nostro paese è molto più cagionevole. Ma ciò non durerà troppo tempo, ne sono sicuro.

Non tutto il male viene per nuocere. Questa spiacevole situazione potrebbe essere l'inizio di riflessioni vincenti, per un grande ritorno. Voi tornerete a scrivere, sicuro, grazie alla qualità che vi contraddistingue ma questo ritorno potrà diventare grande se i vostri preziosi talenti non saranno impiegati soltanto per un'altra testata. Guardatevi attorno.

Tante sono le persone, cattoliche e non, che studiano, si formano, fanno rete, federandosi contro le colonizzazioni ideologiche del nostro tempo, portate da gruppi di potere votati al nichilismo al relativismo e al postumano tecno-scientifico. Tra quelle persone vi sono molti giovani, che hanno scoperto la vocazione per il giornalismo, l'elaborazione culturale. Da anni scrivono libri, curano blog, organizzano eventi (tra questi ci sono anche il sottoscritto e gli altri amici de La Baionetta [e di Campari e de Maistre, NdR]).

Non dimenticate questo fenomeno, bensì "accompagnatelo". Continuate ad accoglierlo perché ha a che fare con la giusta "intuizione" di don Giussani. Per fare e mantenere un giornale c'è sempre tempo. Ora è il tempo di formare dei comunicatori e operatori culturali militanti. Di conseguenza, "cercateci, diventiamo compagni di viaggio". In questo modo, la vostra esperienza unita alle nostre giovani forze renderà ancora più proficuo e forte lo scambio intergenerazionale e potenzierà la "sana dissidenza" - di cui sopra - fatta di amicizie, opere, e per noi cattolici (soprattutto) di Fede in Gesù Cristo. Contro le ideologie diaboliche e perniciose del nostro tempo. Così si rigenera un popolo che ha dei principî e delle tradizioni da custodire e tramandare.

Crediamo in questo processo, avviamolo, perché non siamo ancora alla fine dei "Tempi (di fraternità)".

https://labaionetta.blogspot.it/2017/11/lettera-dal-fronte-per-gli-amici-del.html




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18 luglio 2016

Riviste di lotta e vittoria

di Enrico Maria Romano

Abbiamo scritto svariate volte che i mass media (TV, radio, giornali, etc.) più che favorire la formazione e l’informazione del pubblico, tendono in maniera crescente a produrne una voluta deformazione. E ciò è sotto gli occhi non di tutti, ma certamente di pochi tra gli stessi lettori abituali: e proprio questo, infondo, è il problema! D’altra parte uno spirito attento, di cultura media e di orientamento esistenziale non conformista, può rendersi conto rapidamente che lo scopo principale dei maggiori quotidiani italiani è quello di creare un consenso attorno a certe tematiche, più che quello di dare delle semplici notizie.
E i giornali sono catalogabili proprio in base a tale orientamento etico: più sono relativisti, nichilisti, borghesi, liberal e radical-chic e più vanno con sicurtà di coscienza boicottati e donati al camino.
Ovviamente c’è quotidiano e quotidiano (per limitarci, tra i mass media, alla sola carta stampata). Così come, pur all’interno del totalitarismo democratico che ci opprime, c’è partito e partito ed è inutile oltre che falso farne un unico calderone unitario… Un amico mi disse una volta: se voglio sapere ciò che pensa il potere leggo Repubblica, se voglio conoscere la verità prendo Libero. Pur con tutte le approssimazione del caso, tale giudizio riflette impietosamente la realtà. Ma pochi se ne avvedono, specie tra i lettori del quotidiano scalfariano!
Tra i giornali italiani antitetici al pensiero dominante, che coincide col pensiero delle caste al potere da oltre mezzo secolo, La Croce, nella sua breve parentesi in edicola, è stato quello più valido sotto il profilo etico. A livello politico-culturale un tempo c’era solo Il Secolo d’Italia a rappresentare l’alternativa. In ogni caso la logica è semplice e binaria: più un giornale è fuori dal coro, più è criticato dal pensiero unico e dai potenti, e più è leggibile e da sostenere. Spiccano sicuramente oggi, in tal senso, Libero, Il Giornale e Il Tempo.
Ovviamente dal punto di vista cattolico e nazionale in cui ci collochiamo, non sempre questi giornali presentano una netta coerenza con i valori della famiglia, della vita e della difesa della Patria dai suoi nemici; pur tuttavia restano apprezzabili proprio per la distanza abissale che hanno con le gazzette spacciate dal sistema: Repubblica, Il Corriere, La Stampa, l’Unità, Avvenire, etc. etc. Neppure vogliamo menzionare, in questo articolo di sintesi, le varie Novella 2000, Di Più, L’Espresso, Famiglia (a)cristiana, Il mio papa, etc.
Per essere dunque non solo informati sull’attualità – cosa che resta imprescindibile per chi voglia dedicarsi all’apostolato, alla controinformazione e alla critica del sistema – è bene usare il tempo libero anche per l’approfondimento culturale (e spirituale) sia con i libri, e qui c’è l’imbarazzo della scelta, che con le riviste di formazione.
Vorremmo oggi consigliarne due: in lingua italiana Il Covile e per i francofoni Catholica. 

Il Covile ha qualcosa di unico e di speciale tra le riviste non conformiste. Diretta dall’ottimo Stefano Borselli, si definisce come una rivista aperiodica, fruibile unicamente sul web, ma scaricabile gratuitamente e facilmente stampabile su carta. La grafica è curatissima ed edificante. Giunta al suo XVI anno consecutivo, comporta ad ogni fascicolo (in media di 10-20 pagine), l’approfondimento di una o più tematiche che a volte coincidono con l’interno numero della rivista. Impossibile citare i temi trattati negli oltre 900 numeri finora prodotti (al ritmo di 3-5 uscite mensili), ma si tratta di argomenti della massima valenza formativa per ogni cattolico e ogni patriota che vuole liberarsi dalla tirannia delle opinioni correnti.
Tra i mille dossier di encomiabile livello culturale e di pari acribia scientifica, si segnalano quelli di Armando Ermini intitolati Gender e Capitale (n. 799), Femminismo e Capitale (n. 804), Omosessualismo e Capitale (n. 808) e Veganismo e Capitale (n. 822). L’Ermini, studioso e critico puntuale del capitalismo e del liberalismo contemporaneo, mostra con analisi sapienti e incisive, il rapporto ormai innegabile (e sempre meno negato per la verità), tra l’ideologia del mercato e i disvalori della modernità. E’ giusto ed è doveroso per un cattolico criticare il femminismo, in tutte le sue gradazioni, dal punto di vista del Vangelo e dell’assetto ‘patriarcale’ della famiglia biblicamente fondata; ma è altresì corretto e intrigante, mostrare il legame tra la distruzione della famiglia tradizionale (unica stabile monogamica eterosessuale prolifica gerarchica…), predicata dal femminismo radicale e libertario, e l’individualismo moderno, asse portante del consumismo e della mercificazione dell’umano. Insomma: come l’aborto e il divorzio furono battaglie sia radicali, sia comuniste, sia borghesi, sia liberal (contro il solo Msi e meno omogeneamente la Dc), così la teoria del gender e le nozze gay, l’eutanasia e la droga libera, sono i nuovi dogmi della contemporaneità liquida e nichilista, da Obama ai centri (a)sociali, passando per il cattolicesimo modernista (Renzi, Prodi, Melloni, etc.) e la borghesia illuminata e autoreferenziale di Rep. E sul rapporto tra queste mostruose ideologie del male, l’Ermini scrive a guisa di sintesi: “Come il genderismo, il femminismo e l’omosessualismo, anche il veganismo intende cancellare ogni differenza, e in maniera ancor più radicale. Fine delle religioni, fine degli stati, fine della politica, fine della famiglia, fine delle identità sessuali, fine della specie umana. Con la scomparsa delle nazioni e degli stati, il concetto di spazio si amplia fino a perdere ogni confine e quindi sparire. Con la scomparsa della politica scompare ogni narrazione di sé dell’umanità, con quella della famiglia la memoria storica dell’individuo, e quindi sbiadisce anche il concetto di tempo trasformato in un eterno presente. Con l’identità sessuale e quella di specie, sparisce infine l’individuo stesso, ora soltanto un insignificante atomo nel flusso eterno della natura” (n. 822, p. 6).
Il Covile presenta poi, nell’ambito della letteratura non conformista, delle peculiarità e delle attenzioni rare e meritorie che vanno segnalate. Per esempio la lettura critica, su base sia filosofica che estetica e politica della cosiddetta Arte Contemporanea (AC). Arte, è bene precisarlo, che sta all’arte vera come la cacofonia alla musica o la malattia alla salute. Fondamentali i dossier e gli studi dei coviliani sul tema, i quali a volte hanno ripreso elementi critici dai fratelli transalpini i quali, più invasi di noi dalla dittatura AC, hanno pure sviluppato una contro cultura sulla sovversione dell’arte letta come ideologia totale di dissacrazione, snaturamento, appiattimento. Tra i tanti studi segnalo l’eccellente sintesi di Gabriella Rouf intitolata L’alfabeto dell’AC (n. 869) o i vari saggi contro l’introduzione dell’Arte Contemporanea nelle chiese e nella Chiesa (nn. 719, 770, 805, 835, 859, etc.). Su tale scia l’intero n. 900 del Covile è dedicato al celebre Gaudì, santo artista del nostro tempo, e perciò amante del bello e della natura come essa è.
Altro pregio di questa iniziativa di restaurazione dell’intelligenza, che affonda nel vero senso critico (e non nel criticismo a priori post moderno), è l’attenzione alla fiaba e all’estetica del racconto. In tale ottica è sorto il Covile dei piccoli che presenta delle favole antiche, delle filastrocche, delle tabelline e dei giochi di parole basati sulla tipica estetica ottocentesca e primo novecentesca in uso nei libri scolastici e dilettevoli per i bambini. Si tratta di testi e disegni rari o addirittura mai pubblicati in Italia, tratti di norma dal mondo germanico (Lothar Meggendorfer, Heinrich Hoffmann, etc.), che contribuirono a educare generazioni di studenti e di fanciulli, quando l’educazione (1850-1950) era un valore riconosciuto da tutti, o quasi. L’ultima novella pubblicata (nel dodicesimo Covile dei piccoli) è una fiaba a fumetto di Wilhelm Busch che si intitola Il maligno Enrichetto. Chi snobbasse questo aspetto della contro cultura coviliana non capirebbe che oltre a criticare la scuola laico-democratica-massificante di oggi, è bene riscoprire i classici dell’infanzia per i nostri figli e nipoti, in modo da fornir loro degli opportuni contravvelleni rispetto all’estetica del nulla che abbonda in Tv, nei videogiochi e negli stessi libri di testo.

La seconda rivista di gran pregio è il trimestrale Catholica. Diretta da Bernard Dumont, studioso di alto valore intellettuale e di rare competenze politico-teologiche, Catholica si situa rigorosamente nel cattolicesimo romano antimodernista, di sensibilità francese, ma assolutamente ampia nei contributi e negli apporti (vi scrivono regolarmente autori italiani, spagnoli, teutonici, latino-americani, etc.).
La sua peculiarità e la sua forza sta nell’essere una rivista eminentemente politica, con una lettura però della società, della cultura e dell’attualità che prende le mosse dai principi del cristianesimo. Ogni fascicolo di Catholica, giunta ormai al n. 132, consta di oltre 100 pagine e di diversi saggi formativi e critici, sempre di taglio scientifico e di alta divulgazione. I temi generalmente trattati sono la politica internazionale, la contemporaneità sociale e culturale, specie europea, e tutto quello che attiene ai principi cattolici: etica, bioetica, teologia, liturgia, Magistero pontificio e dottrina sociale della Chiesa. Tutti gli autori, e tra essi sempre vari sacerdoti, hanno una chiara identità cattolica senza compromessi e una altrettanto chiara criticità verso la modernità come tale: essa, viene letta non con le categorie egemoni del progresso, dell’economia, della pace, dello sviluppo, dell’ecologia, etc. etc. Ma attraverso l’uso sapiente della katholische weltanschauung senza nulla concedere ai suoi avversari, siano conservatori o progressisti, filo-islamici o occidentalisti, vetero-marxisti o fautori del pensiero debole.
L’ultimo numero della rivista, che sarei felice se fosse richiesta dai lettori francofoni del blog, ha tra i temi portanti: l’analisi del mondialismo e della cosiddetta “modernità tardiva”, un commento critico su Amoris Laetitia, l’illustrazione del concetto della guerra giusta, il doveroso recupero della legge naturale, oltre a molte letture su temi di attualità (pp. 97-110) e varie recensioni (pp. 111-118). Posso dire, avendo frequentato assiduamente le biblioteche pontificie da lunghi anni, che non c’è al momento, tra le decine e forse centinaia di riviste europee che si dichiarano di orientamento cattolico, una rivista direi così sicura teologicamente e rigorosa nell’analisi storico-politica come Catholica: si tratta quindi di un unicum che va sostenuto, propagandato e fruito al massimo.
L’editoriale del direttore Dumont si concludeva con queste parole di fondo, per una critica radicale alla modernità e al progetto massonico di un Nuovo Ordine Mondiale: “la ricerca perseverante di un mezzo per assicurare la pace tra le nazioni, fondata sulla giustizia e in ultima analisi sulla carità, ha finito per trasformarsi, quali che siano le intenzioni, in una sottomissione ai costruttori della Città terrestre”. Ma è proprio questa Città e questa civiltà, del tutto laica, indifferenziata e irreligiosa, che si oppone in ogni modo alla Città di Dio di agostiniana memoria.

 

22 marzo 2016

La buona stampa vista da noi

di Redazione
Il banco della buona stampa nelle parrocchie è composto principalmente da Famiglia Cristiana, Avvenire e qualche giornale locale di Curia. Pubblicazioni che spesso non soddisfano i requisiti di "cattolicità" che dovrebbero caratterizzare la stampa cattolica. Da qualche anno però ci sono preti intelligenti che propongono al popolo delle pubblicazioni migliori, ma ciò non avviene ovunque. Siamo quindi nella situazione di doverci arrangiare da soli. Fra le pubblicazioni cartacee, a nostro parere spiccano le seguenti.

Il Timone: rivista di apologetica di altissimo livello. Ogni numero è ricco di spunti di riflessione e di punti di vista che danno la possibilità di arricchire il proprio essere cristiano con argomentazioni vere e solide. I dossier interni sono lezioni di catechismo che purtroppo altrove non si trovano. Collegati al Timone ci sono poi I Quaderni del Timone, fascicoletti monografici che approfondiscono una tematica specifica. Inoltre, per i più piccoli, c'è il Timone Junior, ideato relativamente da poco, ma è un mezzo sicuro per educare i propri figli e nipoti, oltre ad essere un ausilio per i catechisti delle classi elementari. Sempre collegabile al mondo del Timone c'è il sito online la Bussola Quotidiana, che approfondisce quotidianamente l'attualità.
L'abbonamento è consigliato. In alternativa, è presente sul banco della buona stampa di molte parrocchie, indicate sul sito.
Sito: www.iltimone.org.

Tempi: diretto da Luigi Amicone, nasce in area CL, ma ultimamente si è distinto per un'autonomia che gli fa onore. Settimanale venduto in edicola, parla principalmente di attualità. Il costo contenuto è sicuramente un invito all'acquisto.
Sito: www.tempi.it

Notizie Pro Vita: in trincea sul fronte della difesa della vita troviamo questa pubblicazione, nata negli ultimi anni, impegnata nello smascherare le porcherie di eutanasisti, abortisti, uteroaffittisti e via dicendo. Rappresenta un'opera di testimonianza continua, che permette di rimanere aggiornati riguardo ciò che accade nel mondo della morte. Uno sguardo fisso sull'estero, soprattutto verso quei paesi che rappresentano le "avanguardie". Molto numerose anche le testimonianze di redenzione e di eroismo. Anche in questo caso l'abbonamento è consigliato.
Sito: www.notizieprovita.it

Radici cristiane: pubblicazione di massimo pregio, diretta da Roberto de Mattei. Il parterre degli argomenti è vastissimo, con grande attenzione alle tematiche storiche. Arrivata a 116 numeri, è una pubblicazione molto longeva e un punto di riferimento per l'area cattolica che non si vuole arrendere al mondo.
Sito: www.radicicristiane.it

La Croce: inizialmente cartaceo, la Croce ora è solo online. Lo inseriamo ugualmente nelle letture consigliate, in quanto offre sugli argomenti etici uno sguardo decisamente alternativo rispetto al mondo moderno. Con la speranza che non diventi organo di partito del nascente soggetto Adinolfiano.
Sito: www.lacrocequotidiano.it