Visualizzazione post con etichetta Pinocchio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pinocchio. Mostra tutti i post

17 luglio 2018

Libri. L’avventura di Pinocchio

Ovvero rileggere Collodi e scoprire che parla della vita di tutti

di Samuele Pinna
In Italia vengono pubblicati all’incirca (ma la stima è al ribasso) 60.000 libri all’anno e, secondo i dati ISTAT, ben pochi sono i lettori proporzionati all’offerta del mercato. Ci sono, pertanto, testi potenzialmente bellissimi, ma di cui spesso non si conosce neppure l’esistenza. Ecco il perché, grazie agli amici di Campari & de Maistre, recensisco alcuni scritti di amici (e non solo) della cui lettura sono stato piacevolmente colpito.

Quello di oggi è stato composto da un autore che stimo molto (lo cito sempre, in quanto auctoritas, nei miei saggi su Dante) e con cui condivido alcune passioni. Una di queste è tenere vivo il pensiero del cardinale Giacomo Biffi (ricordo i volumi da me curati insieme a Davide Riserbato: Ubi fides ibi libertas. Scritti in onore di Giacomo Biffi e Cose nuove e cose antiche. Scritti (1967-1975)), tanto che mi ha scritto come dedica della copia del suo libro di cui parlerò: “A don Samuele, grato per l’aiuto alla diffusione del pensiero e della spiritualità del card. Biffi”. L’autore in questione è Franco Nembrini, grande comunicatore, che riesce a conquistare chiunque con il suo dire vibrante e deciso, specchio del suo animo innamorato della Verità. Il suo volumetto nasce, infatti, dal ciclo di trasmissioni “L’avventura di Pinocchio”, andata in onda nel 2017 su TV2000, e recupera la geniale intuizione di Giacomo Biffi, che aveva riletto in chiave teologica Le avventure di Pinocchio di Collodi (vedi: Contro Maestro Ciliegia. Commento teologico a «Le avventure di Pinocchio»).
«Il Collodi – afferma Biffi – aveva un cuore più grande delle sue persuasioni, un carisma profetico più alto della sua militanza politica, così poté porsi in comunione forse ignara – forse inconsapevole, certamente non dichiarata – con la fede dei suoi padri e con la vera filosofia del suo popolo. L’ortodossia, che non avrebbe potuto superare con le proprie vesti gli sbarramenti censori della dittatura culturale dell’epoca, eruppe dal profondo dello spirito. E risuonò apertamente, e in quella fiaba gli italiani d’istinto riconobbero la loro canzone di sempre. E gli uomini di tutti i paesi avvertirono inconsciamente la presenza cifrata di un messaggio universale».

Nembrini – si legge sulla quarta di copertina – «prendendo sul serio quest’intuizione del cardinal Biffi, rilegge da cima a fondo il testo di Collodi, e mostra passo passo come le vicende di Pinocchio ripropongano il dramma della vita – la paternità, la fuga da casa, il dramma della libertà ferita, l’incontro con una possibile salvezza – così come lo presenta la tradizione cristiana».
La lettura è profonda e agevole insieme, si sofferma sugli spunti del Cardinale in chiave non teologica (lì il rimando è esplicitamente a Biffi), ma educativa, in un senso ampio: si mostra come l’avventura del celebre burattino sia in realtà la storia del “pinocchio” che è in ciascuno di noi, del desiderio invincibile del cuore di tutti di ritornare a casa.


 

24 aprile 2015

Il Card. Biffi contro Mastro Ciliegia



di Giuseppe Signorin 

Pinocchio si libera di Geppetto e del Grillo parlante. Pensa di essere uscito di "prigione" e di poter trovare finalmente un po’ di luce. Invece, finisce nel buio più fitto. Ma è proprio grazie a questa oscurità che ha l’occasione di percepire quale sia la verità sulla sua situazione. Infatti, per la prima di tante volte, si pente.

Il card. Biffi accompagna il lettore lungo le avventure collodiane in un corpo a corpo con il testo che lo vede combattere con la solita eleganza. Anche di fronte ai primi errori del noto burattino di legno, non infierisce; piuttosto spiega, perché in fondo Pinocchio siamo tutti noi: “Ci ‘liberiamo’ dall’invadenza divina al fine di preservare meglio la solidità dei beni terrestri, la bellezza della vita, il gusto di respirare e di assaporare i piaceri elementari senza complicazioni escatologiche; ed ecco che brutalmente ci imbattiamo nel vuoto.” Alcune verità - la notte nera a cui approda ogni falsa libertà del quinto capitolo/round è solo una delle tante contenute nel libro - possono risultare un po’ amare da digerire. Forse per questo il buon Dio si serve di penne raffinate e piene di fantasia come quella del card. Biffi. Biffi prende spunto per le sue meditazioni dalle avventure di Pinocchio e ci accompagna mano nella mano nell’ortodossia più genuina, completa di misericordia e di bellezza. Fossi capace io di combattere con l'inimitabile stile pugilistico del card. Biffi contro mia moglie, magari quando ci scambiamo le solite serie di caritatevoli osservazioni/pugni domestici che amano tanto scambiarsi i coniugi...
“Contro Maestro Ciliegia”, un libro per la buona battaglia - non solo contro la propria moglie. Un libro di una gentilezza disarmante ma allo stesso tempo affilato come una spada a doppio taglio. Un libro in cui vanno a braccetto forma e contenuto, teologia e avventura, infanzia e saggezza, lotta e amore. Un libro come un ring, in cui l'avversario è chiaro: Maestro Ciliegia, il materialista, l’uomo per cui un pezzo di legno non è altro che un pezzo di legno. Ma un pezzo di legno non è solo un pezzo di legno. Come mia moglie non è solo mia moglie. Verità contro ideologie. E la Verità sorprende sempre, pagina dopo pagina, la Verità incalza il lettore più di un thriller, sbuca fuori da tutte le parti, anche dalle avventure di Pinocchio, nonostante le intenzioni dell’autore. Chissà che reazione avrebbe avuto Collodi, leggendo i commenti teologici del card. Biffi al suo Pinocchio. Gli sarebbe preso un colpo. Un colpo di quelli che mettono KO ma che fanno bene.