Il ciclo di presentazioni del nostro libro Il Grandi Risveglio. L’ America da de Maistre a Charlie Kirk, si sta rivelando molto interessante anche per noi autori per una ragione: lo “stato dei lavori” così come viene fotografato al termine del libro, la cui stesura si è conclusa nel settembre 2025, ha registrato, a partire dall’inizio del 2026, profondi mutamenti, che ci portano ogni volta ad aggiornare il nostro discorso.
Per l’intervento di oggi vorrei partire da alcune considerazioni svolte da un autore sicuramente “particolare”, se visto da una prospettiva cattolica, ma che sono molto stimolanti alla luce dell’ evoluzione della vicenda politica che vede protagonista Donald Trump.
Questo autore si chiama Charles Upton ed è un esponente del ramo svizzero-americano della corrente di pensiero nota come “perennialismo”, fondata da Renè Guenon. Da buon guenoniano, Upton è pure musulmano!
Nel 2018 ha, però, dato alle stampe un’opera monumentale del massimo interesse, arrivata in Italia solo nel 2025 per opera di una piccolissima casa editrice, la Victrix Oblivium, dal titolo Dugin contro Dugin. Una Critica Tradizionalista della Quarta Teoria Politica. Questo libro contesta e smonta pezzo a pezzo il pensiero di Aleksandr Dugin andando a combatterlo sul suo stesso terreno, dimostrando come sia incompatibile tanto con la metafisica guenoniana quanto con l’escatologia cristiana ortodossa, vale a dire con quelle che il pensatore russo sostiene essere le fonti cui attinge.
Il primo capitolo del libro legge la contrapposizione tra l’Occidente e la Russia di Putin e, sul piano ideologico, tra il liberalismo e la “quarta teoria politica”, come una falsa contrapposizione tra quello che lui chiama il Polo Formale o Principio Femminile, che si esprime nell’orizzontalità, e il Polo Sostanziale o Principio Maschile, che si esprime nella verticalità e nella gerarchia, e la interpreta alla luce delle Sacre Scritture: “Nel Libro dell’ Apocalisse, questa polarizzazione tra una falsa unità imposta e varie distinzioni falsamente assolutizzate è chiamata “Gog e Magog”(…). Secondo Apocalisse 20:7-8: “Quando saranno trascorsi i mille anni (…), Satana sarà sciolto dalla sua prigione e uscirà per ingannare le nazioni che sono ai quattro angoli della terra, Gog e Magog, per radunarle insieme per la battaglia: il loro numero è come la sabbia del mare”. (…) il significato di Gog in ebraico è “un raduno” o “uno che raduna”, e di Magog “un’ esaltazione” o “uno che esalta”. “Esaltazione” suggerisce l’idea di trascendenza in contrapposizione all’unità, “radunando” l’idea di unità in contrapposizione alla trascendenza. L’ implicazione, qui, è che uno degli inganni più profondi dell’ Anticristo negli ultimi giorni del ciclo sarà quello di mettere questi due aspetti integrali dell’ Assoluto in opposizione l’uno all’altro nella mente collettiva e, su scala globale, nei “quattro quarti della terra”. (...). Il conflitto tra i due è precisamente la contraffazione satanica del vero conflitto escatologico descritto in Apocalisse 19.11-20”.
Poiché il motore dell’opera è dato dalla diffusione dell’ influenza del pensiero di Dugin su una parte degli ambienti dell’ Alt – Right, Upton non può non lambire il contesto politico americano: “Lasciando da parte per il momento le questioni storiche, credo che ci sia una vera opposizione archetipica tra Tradizionalismo e Liberalismo, che sembra essere basata sulle funzioni cosmiche dei generi maschile e femminile, o meglio sui principi maschile e femminile. Questa opposizione sembra essere stata svelata - almeno per un breve momento- nelle elezioni presidenziali del 2016 negli Stati Uniti. Hillary Clinton e la “sinistra liberale” contemporanea rappresentano una femminilizzazione della popolazione statunitense, come indicato dall’ agenda LGBTQ, ma più fondamentalmente da un rifiuto dell’ individualismo americano tradizionale a favore di una fedeltà senza scuse e di un’adorazione virtuale dello “Stato maternalista”, tale che la sua sconfitta ha prodotto qualcosa nell’ ordine di un “panico metafisico” tra i suoi seguaci, come se la loro Dea, il loro stesso principio di realtà, fosse morta. Quanto a Trump e alla “destra populista, egli rappresenta chiaramente un ribellione contro lo Stato materno da parte di coloro che si identificano con vari aspetti oppressi del Principio Maschile, che sta ora vivendo una rinascita sebbene al momento si esprima in qualche modo come una mera auto- caricatura. Quando una vera Mascolinità Spirituale manca di una vera espressione culturale, le uniche identità collettive disponibili alla massa degli uomini sono – per usare il comune gergo americano delle scuole superiori – il “jock” e il “nerd”: l’uomo il cui unico modo di auto espressione è il conflitto fisico e la brutalità, e l’uomo la cui mascolinità è limitata all’applicazione tecnologica del pensiero astratto. Persino l’eroe economico vecchio stile, l’imprenditore capitalista predatore (come Donald Trump), è stato depotenziato come ideale culturale sotto lo stato materno. E l’idea che la mascolinità di un uomo possa essere basata sulla sua fedeltà a Dio , e che una possibile espressione di tale mascolinità possa essere una lealtà intellettuale verso principi metafisici eterni, è quasi totalmente soppressa nel mondo anglosassone (…). Nella sconfitta di Hillary Clinton da parte di Donald Trump, potremmo in effetti vedere un riflesso (uno dei tanti passati, possibile e futuri) nella profezia del Libro dell’Apocalisse in cui un lussuoso e auto indulgente impero mercantile marittimo, governato dalla Prostituta di Babilonia, viene rovesciato dalla Bestia, l’Anticristo- l’immagine stessa della ribellione di un Principio Maschile perverso contro un Principio Femminile degenerato. Non intendo certamente insinuare con questa analogia che Donald Trump sia in qualche modo l’ Anticristo in persona, solo che – nonostante tutto ciò che può essere positivo nelle sue politiche- è uno dei tanti specchi che rifletteranno temporaneamente l’ Anticristo”.
La seconda parte del nostro libro si intitola Finti svegli e Grande Risveglio e descrive nei primi due capitolo la reazione costituita dalla Alt – Right nei confronti dell’ ideologia woke e nel terzo il Grande Risveglio cattolico in corso negli Stati Uniti d’America presentandolo come il punto d’arrivo di un’autentica reazione a tale ideologia.
I fatti dei primi mesi dell’ anno 2026, con la rottura consumata fra Donald Trump e quella parte del mondo cattolico che l’ aveva sostenuto, rivelano in effetti come il ruolo positivo svolto dal tycoon fino al 28 febbraio di quest’anno sia entrato in una fase di esaurimento.
L’ attacco all’ Iran ha, infatti, segnato una fase discendente del ruolo degli esponenti cattolici dell’ amministrazione, quali J.D. Vance che, contrari alla guerra, sembrano avere perso la considerazione del presidente. Nel frattempo, le ragioni dell’attacco sono state ammantate, soprattutto per opera del segretario alla Guerra Pete Hegseth, di un’aura misticheggiante che ha mostrato il ritorno in auge di vecchie concezioni millenaristiche sul ruolo dell’ America nel mondo che sono tipiche del mondo protestante. Gli attacchi di Trump a papa Leone XIV, in questo contesto, vanno letti non solo come una reazione alla ovvia contrarietà espressa dal pontefice nei confronti della guerra, ma come il riemergere di una visione anticattolica, che vede i fedeli di Roma come aliens, persone sospette di non piena fedeltà alla nazione.
Molto significativo è il fatto che, in occasione del 4 luglio 2026, 250° anniversario dell’indipendenza americana, Trump abbia indetto una giornata di preghiera, ponendosi come leader non solo politico ma anche religioso, anche in questo caso rivitalizzando una visione del XVI secolo tipicamente protestante, che vede il potere del sovrano come derivante direttamente da Dio, senza mediazioni, ponendolo nel ruolo di “protettore” nei confronti della Chiesa.
Il questo contesto, però, deve essere ravvisato un livello di analisi ulteriore, che si lega all’imminente pubblicazione della nuova enciclica di papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, promulgata lo scorso 15 maggio e il cui contenuto sarà presentato il prossimo 25 maggio. Si tratta del primo importante documento magisteriale di papa Prevost, che verterà sul tema, estremamente urgente, dell’ Intelligenza Artificiale.
Su questo evento, purtroppo, ritengo si debba denunciare una carenza di visione da parte del mondo cattolico conservatore e tradizionale. I più si sono limitati a scorrere la lista delle personalità che interverranno alla conferenza di presentazione e a constatare, con delusione, che si tratta di figure ascrivibili alla teologia progressista. La presenza del co-fondatore del colosso delle reti neurali Anthropic, Christopher Olah, considerato “anti-trumpiano”, è stata liquidata come una volontà di proseguire la linea “bergogliana” tout court.
A tal proposito, però, è importante conoscere la vicenda che ha portato Anthropic allo scontro con l’amministrazione americana. Anthropic lavora con il Pentagono a partire dal luglio 2025, salvo poi entrare in contrasto con l’ Amministrazione americana per avere voluto inserire nel contratto di collaborazione due clausole che il Dipartimento della Difesa ha giudicato inaccettabili. Tali clausole imponevano due limiti allo sviluppo dell’ Intelligenza Artificiale: no al controllo di massa sui cittadini e no alla sviluppo di armi autonome, che decidono da sole se colpire obiettivi senza un’ intervento umano che prenda l’ultima decisione. Ha, insomma, posto stringenti limiti etici all’ utilizzo di questa tecnologia. Nel febbraio 2026, nell’imminenza dell’ attacco all’ Iran Hegset chiede di rivedere il contratto eliminando queste clausole. Il rifiuto della richiesta porta Trump, il 27 febbraio 2026, a firmare un ordine esecutivo che impone l’interruzione dell’ uso di Claude, il software sviluppato da Anthropic, da parte di tutti i Dipartimenti dell’Amministrazione e il 5 marzo Hegseth dichiara Anthropic minaccia alla sicurezza nazionale, la qual cosa fino ad oggi era stata riservata ad aziende straniere, soprattutto cinesi. Ad Anthropic subentra Open AI che, nel firmare il contratto, modifica senza proclami ufficiali il proprio codice etico in modo da renderlo compatibile con le pretese del Pentagono. Ed è assolutamente inquietante che tutto questo sia avvenuto proprio in concomitanza della guerra all’ Iran.
La Chiesa ha iniziato una riflessione sulle armi autonome già a partire nel 2013, a partire dalla dottrine della “guerra giusta. La Chiesa non sposa il pacifismo, ma giudica che una guerra possa essere iniziata in modo legittimo solo al realizzarsi di specifiche condizioni. L’ utilizzo delle armi autonome, che esclude l’uomo dalla decisione se togliere la vita o meno ad altri esseri umani, demandandola esclusivamente ad un algoritmo, non può mai essere considerato lecito nemmeno nell’ambito di una guerra giusta.
E qui, allora, si comprendono meglio le motivazioni degli attacchi di Trump al papa. Dopo i fatti del gennaio del 2021 Trump ha potuto sopravvivere politicamente e addirittura tornare alla Casa Bianca grazie all’ appoggio decisivo di grandi concentrazioni economiche interessate allo sviluppo senza limiti delle tecnologie legate all’ utilizzo dell’ Intelligenza Artificiale, le quali ora gli hanno presentato il conto. Queste concentrazioni economiche si sono scontrate con il modello statalista della sinistra in quanto rifiutano di doversi sottoporre a controlli legali, e hanno giudicato più funzionale ai propri scopi una visione liberista e libertaria. Men che meno possono accettare l’esistenza di vincoli etici e morali. Ecco, quindi, forse, il motivo più autentico e profondo dell’ involuzione cui Trump sta andando incontro in questo momento.
Terminiamo, quindi con una riflessione sul ruolo dei cattolici con sensibilità conservatrice o tradizionale. Il pontificato Bergogliano ha abbassato la figura del papa, riducendolo ad un fiancheggiatore di cause politiche di sinistra. La fine di questo scempio non è in un papa che diventi fiancheggiatore delle politiche trumpiane, ma in un papa che torni ad essere un’ autorità morale al cui insegnamento le forze politiche sono chiamate a rispondere e sulla cui base l’operato della politica vada giudicato. Il periodo in cui, essendoci un’ eclisse del ruolo del papato, molti cattolici hanno affidato un ruolo di supplenza a figure viste come opposte al progressismo, quali Putin o Trumo, non può che essere visto come un momento provvisorio che oggi si avvia a conclusione, e anche l’operato di queste figure deve tornare a essere valutato alla luce di un Magistero autorevole, ponendo fine all’inversione per cui il papa viene valutato sulla base della vicinanza o meno a Trump.
Se non si riuscirà a fare questa svolta, il prezzo potrebbe essere altissimo. Per tornare a citare Upton: “Coloro che possono essere indotti a combattere in una guerra contraffatta tra elementi che dovrebbero essere riconciliati, perché sono essenzialmente parte della stessa realtà vista in uno specchio deformante, perderanno la loro chiamata a combattere nella vera guerra tra forze che non dovrebbero né possono essere riconciliate: quella della Verità e quella della menzogna”.
Pubblicato il 27 maggio 2026

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