L’ abbiamo vista tutti, in tutta Europa la scenetta del pizzaiolo italiano che prima starnuta e poi sputa coronavirus sulla pizza che sta cuocendo.
È un’offesa gratuita, o una manifestazione del complesso di superiorità dei francesi ?
Certamente la seconda ipotesi, e quest’aria di spocchia viene da lontano; almeno dal IX secolo con l’incoronazione a imperatore di Carlomagno. Continua con la conduzione del-le crociate, e le leggende dei paladini di Francia come Orlando, i guerrieri di Cristo. Ma la Francia come nazione più cattolica, nel XIV secolo pretenderà la direzione della Chiesa. Il Papa Bonifacio VIII viene catturato e schiaffeggiato dagli sgherri del re di Francia, e lo stesso sovrano costringe il papato al vassallaggio portandone la sede ad Avignone. Non sarà facile per il Pontefice ritornare a Roma, ci vorranno settant’anni e uno scisma della chiesa francese per altri 39 anni.
Appena risollevatasi dall’invasione inglese, la Francia invade l’Italia sotto i re Carlo VIII, Luigi XII, Francesco I, fallisce la dominazione solo con la sconfitta e prigionia di re Fran-cesco a Pavia nel 1525. Coinvolta poi nella riforma protestante, la Francia patisce la guer-ra civile, ma durante il successivo secolo XVII riacquista potenza grazie a due uomini so-lo in apparenza di chiesa, i cardinali Richelieu e Mazzarino. Ancora il potere francese vuole impossessarsi della Chiesa; con la rivoluzione i religiosi vengono costretti ad esse-re dipendenti dello stato, pena la persecuzione, e Napoleone prende prigioniero il Papa, appoggiato dal suo parente cardinale Fesch e dal vescovo spretato il ministro Talleyrand, non rilasciando Pio VII che alla sua caduta militare. Ultima appropriazione del papato nel 1849, quando le truppe di Napoleone III rimettono sul suo trono Papa Pio IX, ma domina-no Roma per vent’anni.
Sull’altra faccia della medaglia ci sono i grandi santi francesi come Bernardo di Chiaravalle, Giovanna d’Arco, Margherita Alacoque, Francesco Saverio, Francesco di Sales, Vincenzo de Paoli, il curato d’Ars, Teresa di Lisieux e altri. Le grandi cattedrali, le famose abbazie come quella di Cluny sono espressioni genuine dello spirito religioso francese. Malgrado tutto ciò, non è mai venuto meno l’”ésprit gaulois”, cioè l’arguzia e licenziosità laicista, come quella di Voltaire e dei suoi scritti. Voltaire sputava sulla Chiesa cattolica e su tutte le altre religioni, da qui discende lo sputo sulla pizza come dissacrazione di un simbolo, quello della tavola italiana.
Certi francesi insomma, credono di vivere ancora ai tempi dell’impero napoleonico, e si permettono queste cadute di gusto e di stile credendo di essere autorizzati a provocare. Attenzione. C’è chi come cristiano porge l’altra guancia alle offese e alle denigrazioni, e chi, di altra fede, non le tollera. Lo abbiamo visto proprio a Parigi con Charlie Hebdo.
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