I volti dell’amore
di Vittorio Possenti – già ordinario di Filosofia politica presso
l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ha fondato il Centro
Interdipartimentale di Ricerca sui Diritti umani – tratta del tema
l’amore, ispirandosi a sorgenti antiche e nuove, come si evince già
dall’evocativo titolo. Questo perché «si è inteso sottolineare la
molteplicità dei suoi significati e la sua ambiguità: l’amore esalta e
guarisce, tanto quanto ferisce e condanna» (p. 7).
In un contesto, il nostro, dove il termine “amore” è sempre più abusato, il volume propone una indagine sul fenomeno dell’amore a partire sia dalla meditazione personale dell’Autore sia dalle riflessioni di alcuni filosofi (quali Aristotele, Marco Aurelio e soprattutto Platone e il suo Simposio), da ciò che insegnano le Sacre Scritture e in particolare il Nuovo Testamento, dai pensatori cristiani antichi e medievali (lo Pseudo-Dionigi, Agostino, Tommaso d’Aquino), e da quelli moderni (tra cui Nietzsche, Dostoevskij, Scheler, Maritain, Sartre, Nygren, Marcuse, Taylor, Wittgenstein).
È stabilito, fin da subito – quale fil rouge di tutta la trattazione –, il rapporto tra eros e agape: «non si può negare che vi sia una polarità tra la forma pura di eros e la forma pura di agape, che la modernità razionalistica ha esaltato giungendo sino alla loro inespiabile opposizione: la maledizione del veleno dell’agape (Nietzsche) o la sua angelicazione nelle posizioni più fortemente spiritualistiche e disincarnate. Tuttavia la differenza tra eros e agape non toglie che tra di loro si dia a livello esistenziale un intreccio profondo e quasi inestricabile» (p. 8). A partire da questo legame, è anche messa in luce la distinzione: l’eros è nella concezione greca «un principio dinamico immanente all’universo, che muove dal di dentro e pone in tensione tutte le cose nel loro avvicinarsi a gradi più alti di esistenza, e in ultima istanza nel loro approssimarsi alla divinità. L’amore è un volto assolutamente fondamentale dell’essere; è un fenomeno primitivo che non si lascia dedurre o ricondurre ad altri più semplici, e che richiede una mediazione apposita. Meditando sull’amore l’uomo conoscere nuove regioni di se stesso, dell’altro, del mondo; e fa esperienza del carattere dinamico dell’essere» (p. 11). Questo intreccio profondo attraversa tutto il libro di Possenti, che si sofferma a spiegare le sfumature del termine amore. Vi è, pertanto, l’amore naturale, l’amore spirituale intenzionale, l’amore di desiderio o di eros, l’amore di dilezione o agapico, l’amore di amicizia verso un altro io, l’amore di Dio verso l’uomo e l’amore dell’uomo verso Dio. Se l’amore si dà in diversi modi, non ogni sua forma è di uguale qualità: «La piena misura dell’amore – secondo Possenti – si realizza nell’amore di amicizia, di benevolenza e al suo vertice di dilezione verso l’altro: qui si produce la più alta modalità dell’esistenza, l’esistenza come dono» (p. 13).
Il concetto di essere e quello di dono permettono poi di cogliere in un senso profondo il mistero dell’amore: «Vi è un amore – scrive Possenti sulla scia di Jacques Maritain – di benevolenza in cui l’amante dà all’amato (amico) tutto quanto ha, sino alla vita, e un amore di benevolenza o meglio di agape in cui l’amante dà all’amato tutto quanto egli è, lo fa entrare nell’intimo della sua soggettività. Infine al livello supremo accade l’amore folle di dilezione, quando una soggettività riconosce l’altra come il proprio tutto. In tal senso vi saranno due forme di amore folle umano: l’amore folle tra Uomo e Donna, e l’amore folle per Dio» (p. 19).
Le riflessioni si spostano anche sulla disamina della situazione odierna, dove sia eros sia in particolar modo agape sono in realtà fattori di liberazione: «dalla riflessione sull’amore qui svolta – conclude l’Autore – si trae che l’amore è il volto più profondo dell’essere. Sin dall’origine si sono date filosofie che hanno pensato l’essere come Logos, altre che hanno inteso l’essere come Eros, altre ancora che hanno visto nell’origine tanto il Logos quanto l’Eros. Dopo la rivelazione del cristianesimo si può dire che lo strato più fondamentale dell’essere è Agape, e che essa è parimenti Logos» (p. 97).
L’opera I volti dell’amore risulta essere, innanzi tutto, chiarificatrice per quanto riguarda la spiegazione e insieme l’approfondimento filosofico del significato del termine “amore”, ma anche di molte sue sfumature, soprattutto nel suo essere eros e agape. Lo scritto di Possenti – arricchito da citazioni di molti illustri pensatori – ha, inoltre, il pregio di proporre una riflessione sintetica, precisa e utile per chiunque desideri accostarsi a questo tema di importanza fondamentale per ciascun uomo di ogni tempo. L’amore, infatti, è la forza necessaria della vita: l’essere umano vi cerca la relazione con l’altro e il senso vero dell’esistere.
Acquistabile su Amazon
Pubblicato il 17 ottobre 2018
In un contesto, il nostro, dove il termine “amore” è sempre più abusato, il volume propone una indagine sul fenomeno dell’amore a partire sia dalla meditazione personale dell’Autore sia dalle riflessioni di alcuni filosofi (quali Aristotele, Marco Aurelio e soprattutto Platone e il suo Simposio), da ciò che insegnano le Sacre Scritture e in particolare il Nuovo Testamento, dai pensatori cristiani antichi e medievali (lo Pseudo-Dionigi, Agostino, Tommaso d’Aquino), e da quelli moderni (tra cui Nietzsche, Dostoevskij, Scheler, Maritain, Sartre, Nygren, Marcuse, Taylor, Wittgenstein).
È stabilito, fin da subito – quale fil rouge di tutta la trattazione –, il rapporto tra eros e agape: «non si può negare che vi sia una polarità tra la forma pura di eros e la forma pura di agape, che la modernità razionalistica ha esaltato giungendo sino alla loro inespiabile opposizione: la maledizione del veleno dell’agape (Nietzsche) o la sua angelicazione nelle posizioni più fortemente spiritualistiche e disincarnate. Tuttavia la differenza tra eros e agape non toglie che tra di loro si dia a livello esistenziale un intreccio profondo e quasi inestricabile» (p. 8). A partire da questo legame, è anche messa in luce la distinzione: l’eros è nella concezione greca «un principio dinamico immanente all’universo, che muove dal di dentro e pone in tensione tutte le cose nel loro avvicinarsi a gradi più alti di esistenza, e in ultima istanza nel loro approssimarsi alla divinità. L’amore è un volto assolutamente fondamentale dell’essere; è un fenomeno primitivo che non si lascia dedurre o ricondurre ad altri più semplici, e che richiede una mediazione apposita. Meditando sull’amore l’uomo conoscere nuove regioni di se stesso, dell’altro, del mondo; e fa esperienza del carattere dinamico dell’essere» (p. 11). Questo intreccio profondo attraversa tutto il libro di Possenti, che si sofferma a spiegare le sfumature del termine amore. Vi è, pertanto, l’amore naturale, l’amore spirituale intenzionale, l’amore di desiderio o di eros, l’amore di dilezione o agapico, l’amore di amicizia verso un altro io, l’amore di Dio verso l’uomo e l’amore dell’uomo verso Dio. Se l’amore si dà in diversi modi, non ogni sua forma è di uguale qualità: «La piena misura dell’amore – secondo Possenti – si realizza nell’amore di amicizia, di benevolenza e al suo vertice di dilezione verso l’altro: qui si produce la più alta modalità dell’esistenza, l’esistenza come dono» (p. 13).
Il concetto di essere e quello di dono permettono poi di cogliere in un senso profondo il mistero dell’amore: «Vi è un amore – scrive Possenti sulla scia di Jacques Maritain – di benevolenza in cui l’amante dà all’amato (amico) tutto quanto ha, sino alla vita, e un amore di benevolenza o meglio di agape in cui l’amante dà all’amato tutto quanto egli è, lo fa entrare nell’intimo della sua soggettività. Infine al livello supremo accade l’amore folle di dilezione, quando una soggettività riconosce l’altra come il proprio tutto. In tal senso vi saranno due forme di amore folle umano: l’amore folle tra Uomo e Donna, e l’amore folle per Dio» (p. 19).
Le riflessioni si spostano anche sulla disamina della situazione odierna, dove sia eros sia in particolar modo agape sono in realtà fattori di liberazione: «dalla riflessione sull’amore qui svolta – conclude l’Autore – si trae che l’amore è il volto più profondo dell’essere. Sin dall’origine si sono date filosofie che hanno pensato l’essere come Logos, altre che hanno inteso l’essere come Eros, altre ancora che hanno visto nell’origine tanto il Logos quanto l’Eros. Dopo la rivelazione del cristianesimo si può dire che lo strato più fondamentale dell’essere è Agape, e che essa è parimenti Logos» (p. 97).
L’opera I volti dell’amore risulta essere, innanzi tutto, chiarificatrice per quanto riguarda la spiegazione e insieme l’approfondimento filosofico del significato del termine “amore”, ma anche di molte sue sfumature, soprattutto nel suo essere eros e agape. Lo scritto di Possenti – arricchito da citazioni di molti illustri pensatori – ha, inoltre, il pregio di proporre una riflessione sintetica, precisa e utile per chiunque desideri accostarsi a questo tema di importanza fondamentale per ciascun uomo di ogni tempo. L’amore, infatti, è la forza necessaria della vita: l’essere umano vi cerca la relazione con l’altro e il senso vero dell’esistere.
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