15 settembre 2018

Eresie pubbliche e sanzioni private

di Francesco Filipazzi
Scena. Un prete professa apertamente una dottrina contraria a quella cattolica, su un determinato argomento che per oggi non ci interessa. Compie un gesto eclatante che lo pone al di fuori della Chiesa. Il vescovo della sua diocesi si disinteressa, o ha parole d'affetto per il suddetto o, talvolta, lo abbraccia pubblicamente. Nel frattempo qualche volta veniamo a sapere dai giornali locali che, nonostante la sceneggiata, il prete in questione è sospeso a divinis, perfino ridotto allo stato laicale. Ovviamente egli non si dà per vinto e aderisce ad una micro chiesa non in comunione con Roma, nella quale può professare più o meno quello che vuole data la liquidità della suddetta velleitaria micro chiesa. Altre volte non si scompone e va avanti a fare il prete cattolico impunemente.

Perché lo fa? Egli si sente approvato, celebra messa (a nostro parere da scrivere minuscolo, perché egli non sta agendo secondo le intenzioni della Chiesa cattolica ma secondo le proprie e dunque la suddetta celebrazione è invalida) non molto lontano tutto sommato dalla parrocchia dove era parroco. I vecchi parrocchiani spesso assistono alle celebrazioni e poi fanno foto di gruppo, baci, abbracci e tutti a casa. Di questi casi ce ne sono decine e non serve citarne. Ci sarebbe da scegliere.

Ciò che è importante è che ogni volta che qualche prete si sente in dovere di farle grosse, di dire boiate e cacciarsi in situazioni assurde e offensive verso Gesù Cristo (il quale, vorremmo ricordarlo, qualora qualcuno se lo fosse dimenticato, si è fatto crocifiggere, lui che è Dio, per noi che siamo polvere), non trova mai un vescovo che lo blocchi e lo condanni apertamente. L'espressione di vicinanza e affetto è pubblica, la sospensione a divinis privata e non troppo pubblicizzata (quando c'è). Il popolo dei fedeli è composto invece da faciloni, per i quali vale tutto, basta fare un po' di baldoria a buon mercato.

Per non farci mancare niente, l'eretico di turno, puntualmente e in ogni caso, dichiara di voler parlare con Papa Francesco perché si sente legittimato da lui. Sempre puntualmente saltano fuori i normalisti (ormai pochi ma sempre molto abili) che rimbrottano l'eretico perché "non è vero che PapaFrancesco [si scrive e si pronuncia attaccato] è a favore di ...", decidete voi. Fino al prossimo giro, fino alla prossima cretinata. Fino alla prossima ferita al corpo di questa povera Chiesa che ormai ne ha troppe. Sarebbe ora di curarle ma a quanto sembra si divertono a buttarci sopra il sale. 



 

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