Lo chiamarono il Re della Vandea. Francois de Charette fu uno dei generali più amati e seguiti della guerra civile vandeana. Di origini aristocratiche, coniugato con una nobildonna, era un amante della vita mondana e non mancava di partecipare ai tanti balli che animavano i castelli e le ville parigine. Nonostante gli agi e le ricchezze, scelse di difendere la famiglia reale alle Tuileries nel 1792, sfuggendo al massacro dei lealisti. Si dette alla macchia, rinunciando ai suoi averi e alla tranquillità familiare, e alla testa di una banda di contadini iniziò nel marzo del 1793 a combattere i repubblicani in Vandea. Qualche mese dopo, nel giugno dello stesso anno, entrò nell'esercito cattolico e reale e partecipò ai più importanti scontri armati. Si distinse per coraggio in numerose imprese militari e, pur non vincendo mai rilevanti battaglie campali, riuscì a sabotare l'esercito repubblicano con un'efficace guerriglia. Nel 1794 si impossessò del campo repubblicano di Saint-Christophe, vicino a Challans, ma meno di un mese più tardi il generale Nicolas Haxo costringe Charette a ritirarsi. Il 20 marzo si scontrò nuovamente con i giacobini a Les Clouzeau, mettendoli in fuga. Haxo, che era rimasto ferito durante il combattimento, venne abbandonato dai suoi 300 uomini e fu ucciso dai vandeani. Privo di munizioni, Charette firmò con i generali repubblicani un armistizio nel febbraio 1795, ma durò solo cinque mesi. Venne catturato il 23 marzo 1796 nei boschi della Chabotterie e fu condannato a morte il 29 marzo 1796. La fucilazione avvenne in piazza Viarmes, a Nantes. Rifiutò di essere bendato ed ordinò lui stesso di fare fuoco in un estremo atto di eroismo. Pubblicato il 18 marzo 2018
La vandeana. Un reale generale
di Alfredo Incollingo
Lo chiamarono il Re della Vandea. Francois de Charette fu uno dei generali più amati e seguiti della guerra civile vandeana. Di origini aristocratiche, coniugato con una nobildonna, era un amante della vita mondana e non mancava di partecipare ai tanti balli che animavano i castelli e le ville parigine. Nonostante gli agi e le ricchezze, scelse di difendere la famiglia reale alle Tuileries nel 1792, sfuggendo al massacro dei lealisti. Si dette alla macchia, rinunciando ai suoi averi e alla tranquillità familiare, e alla testa di una banda di contadini iniziò nel marzo del 1793 a combattere i repubblicani in Vandea. Qualche mese dopo, nel giugno dello stesso anno, entrò nell'esercito cattolico e reale e partecipò ai più importanti scontri armati. Si distinse per coraggio in numerose imprese militari e, pur non vincendo mai rilevanti battaglie campali, riuscì a sabotare l'esercito repubblicano con un'efficace guerriglia. Nel 1794 si impossessò del campo repubblicano di Saint-Christophe, vicino a Challans, ma meno di un mese più tardi il generale Nicolas Haxo costringe Charette a ritirarsi. Il 20 marzo si scontrò nuovamente con i giacobini a Les Clouzeau, mettendoli in fuga. Haxo, che era rimasto ferito durante il combattimento, venne abbandonato dai suoi 300 uomini e fu ucciso dai vandeani. Privo di munizioni, Charette firmò con i generali repubblicani un armistizio nel febbraio 1795, ma durò solo cinque mesi. Venne catturato il 23 marzo 1796 nei boschi della Chabotterie e fu condannato a morte il 29 marzo 1796. La fucilazione avvenne in piazza Viarmes, a Nantes. Rifiutò di essere bendato ed ordinò lui stesso di fare fuoco in un estremo atto di eroismo. Pubblicato il 18 marzo 2018
Lo chiamarono il Re della Vandea. Francois de Charette fu uno dei generali più amati e seguiti della guerra civile vandeana. Di origini aristocratiche, coniugato con una nobildonna, era un amante della vita mondana e non mancava di partecipare ai tanti balli che animavano i castelli e le ville parigine. Nonostante gli agi e le ricchezze, scelse di difendere la famiglia reale alle Tuileries nel 1792, sfuggendo al massacro dei lealisti. Si dette alla macchia, rinunciando ai suoi averi e alla tranquillità familiare, e alla testa di una banda di contadini iniziò nel marzo del 1793 a combattere i repubblicani in Vandea. Qualche mese dopo, nel giugno dello stesso anno, entrò nell'esercito cattolico e reale e partecipò ai più importanti scontri armati. Si distinse per coraggio in numerose imprese militari e, pur non vincendo mai rilevanti battaglie campali, riuscì a sabotare l'esercito repubblicano con un'efficace guerriglia. Nel 1794 si impossessò del campo repubblicano di Saint-Christophe, vicino a Challans, ma meno di un mese più tardi il generale Nicolas Haxo costringe Charette a ritirarsi. Il 20 marzo si scontrò nuovamente con i giacobini a Les Clouzeau, mettendoli in fuga. Haxo, che era rimasto ferito durante il combattimento, venne abbandonato dai suoi 300 uomini e fu ucciso dai vandeani. Privo di munizioni, Charette firmò con i generali repubblicani un armistizio nel febbraio 1795, ma durò solo cinque mesi. Venne catturato il 23 marzo 1796 nei boschi della Chabotterie e fu condannato a morte il 29 marzo 1796. La fucilazione avvenne in piazza Viarmes, a Nantes. Rifiutò di essere bendato ed ordinò lui stesso di fare fuoco in un estremo atto di eroismo. Pubblicato il 18 marzo 2018
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