di Pino Zonfrilli
Le edizioni romane del benemerito
Circolo Proudhon ci hanno offerto recentemente la traduzione in italiano di un
libretto a dir poco sorprendente, scritto originariamente nel 1975 niente meno
che dal Colonnello Gheddafi! (Muammar Gheddafi, Libro verde, Circolo Proudhon, Roma, 2015, pp. 138, € 10).
Non ci interessa minimamente
ripercorrere qui la vita e le opere del Caudillo libico per presentare il testo
in questione. Anzi vogliamo cogliere l’occasione di fare un chiarimento di
ordine generale per evitare gli equivoci a proposito del rapporto tra la vita
di un uomo e le sue opere (letterarie, ma anche mutatis mutandis politiche, economiche, sociali, etc.). Il peggiore
criminale può essere un ottimo poeta così come un politico coerente e capace
può essere un marito pessimo. C’è chi può negare queste banali evidenze?
Però! Il relativismo dominante
genera mostri di ogni tipo e anche mostri che col relativismo stesso non hanno
nulla di compatibile (salvo forse l’erroneità). Così proprio mentre si dice che
“tutto è permesso”, slogan che dai rivoluzionari borghesi del ’68 è passato a
simbolo delle attuali democrazie d’Occidente, si censura si vieta si proibisce,
a volte con un accanimento da stato totalitario... Mai come oggi sono in voga,
nella politica anzitutto ma anche nella storia e nella scienza, le verità
metafisiche a priori e i conseguenti manicheismi. La reductio ad hitlerum dell’avversario funziona sempre e certi
personaggi storici (o perfino certe epoche, magari durate due decenni…) sono
giudicati, come se fossero dei blocchi omogenei a-temporali, quali “mali
assoluti”. Scomodando così, e incomodando per la verità, la filosofia l’etica e
la teologia… Se Hitler però fosse un male assoluto (privo quindi di ogni
barlume di luce di verità di positività) dovremmo fare in tutto l’opposto di
quello che egli ha fatto, e sforzarci di pensare il contrario di quello che
egli ha pensato.
Se quindi Hitler ha ammesso il
matrimonio monogamico dovremmo legalizzare il poligamico (o abolire il
matrimonio); se Hitler ha punito il furto, lo stupro e l’omicidio, noi dovremmo
renderli leciti e legali; se Hitler ha fondato scuole e università, noi
dovremmo sopprimere le nostre, e così via nella strada dell’assurdo. Principio:
Nessun uomo, meglio nessun ente (ciò che ha l’essere), può comporsi solo di
male (cf. s. Tommaso, Summa contra
Gentiles, libro III, cap. 4: Il male nelle cose non è intenzionale; cap.
7: Il male non è un’entità positiva; cap. 10: Come la causa del male non
sia che il bene; cap. 11: Come il
male risieda nel bene; cap. 12: Il male non può distruggere totalmente il
bene. Già soltanto i titoli dei capitoli della Summa sono una risposta agli eterni dubbi dell’uomo, meglio ancora
sarebbe studiarne il contenuto).
Gheddafi poi non è stato una fotcopia
di Hitler (non esistono per fortuna fotocopie umane); ma è stato descritto in
modo simile al dittatore tedesco dalle potenze dominanti dell’Occidente
democratico, come la Francia, la Gran Bretagna
e l’America le quali, autorizzate assurdamente dagli enti pacifisti Onu
e Nato, hanno liquidato tra il marzo e l’ottobre del 2011 la Repubblica Libica,
procurando migliaia di vittime innocenti.
Tutto questo però poco o nulla ha
a che vedere con ciò che scrisse il Raìs molti anni prima in un libretto che si
poneva come un testo di riferimento della visione politica della nuova Libia.
Il libretto in questione è diviso in tre parti: la base politica (pp. 27-56),
la base economica (pp. 57-81) e la base sociale (pp. 83-126). La terza parte è
senza dubbio la più interessante e in essa abbiamo ricavato quei passaggi che
vorremmo proporre al lettore e che dimostrano che le teorie tipicamente
cattoliche sul diritto naturale e le differenze complementari tra i sessi non
sono costruzioni culturali e ideologiche, ma fatti universali e inoppugnabili.
Tanto più inoppugnabili quanto più universali, e tanto più universali se
sostenuti sia dal Magistero cattolico che dal Presidente nazionalista-islamico-socialista
di un paese culturalmente né cristiano né europeo.
Dopo aver scritto che “L’uomo e
la donna, dal punto di vista umano, ovviamente sono uguali”, in quanto “La
donna mangia e beve come mangia e beve l’uomo. La donna odia e ama come odia e
ama l’uomo. La donna pensa, apprende e capisce come pensa, apprende e capisce
l’uomo” (p. 99), il Raìs si sofferma lungamente sulle differenze e il loro
significato. Si chiede: “Perché non sono stati creati solo uomini oppure solo
donne?”. E si risponde in modo cristallino: “Deve assolutamente esservi una
necessità a favore dell’esistenza di entrambi, e non soltanto dell’uno, o
soltanto dell’altra. Dunque ciascuno dei due non è l’altro, e fra i due vi è
una differenza naturale, la cui prova è l’esistenza dell’uomo e della donna
assieme nel creato” (p. 100). Non so quanti teologi esprimerebbero oggi il
concetto colla medesima chiarezza. Non parliamo poi degli ideologi del gender!
Solo per questa affermazione lo risusciterebbero per rifarlo nuovamente a
pezzi. La femminilità della donna e la virilità dell’uomo, infatti “creano
differenze congenite, per le quali è impossibile che l’uomo e la donna siano
eguali” (p. 102).
Per lunghe pagine il Caudilllo
libico pare confutare 40 anni prima le ignominiose teorie del gender oggi
imposte dai poteri forti all’intero mondo. “Ciascuno dei due nella vita ha un
ruolo o una funzione diversa dall’altro, in cui non è assolutamente possibile
che il maschio subentri alla femmina: ossia non è possibile che l’uomo assolva
a queste funzioni naturali in luogo della donna” (p. 102).
Gheddafi si dice avverso acché
gli asili nido “si sostituiscano alla madre” (p. 103): “Vale a dire che il
bambino va educato dalla madre e deve crescere in famiglia in cui vi sono amore
materno, paterno e fraterno e non in una sorta di stazione come quella per
allevare il pollame” (p. 103). Eh no, caro Gheddafi! E ai diritti dei gay alla
“paternità” non ci pensi? Addiritura, dici che “La madre che rinuncia alla
maternità verso i suoi figli contravviene al suo ruolo naturale nella vita” (p.
105) ?! Ma ti rendi conto? Se non ti avessero ucciso come un cane, meriteresti l’arresto
per violazione dei diritti umani!
“Femmina significa che essa ha
una natura biologica diversa da quella dell’uomo, per il fatto che egli è
maschio (…). Il maschio nel regno animale e vegetale è stato creato forte e
rude per natura, mentre la femmina nei vegetali e negli animali è stata creata
bella e delicata per natura. Queste sono realtà naturali ed eterne con cui sono
stati creati gli esseri viventi chiamati uomini, animali, piante” (p. 108).
E la società laica e democratica
del XXI secolo che ha ribaltato la civiltà umana chiamando bene il male e male
il bene e azzerando la storia e la cultura dei popoli in nome del femminismo,
dell’omosessualità e del gender? “Tutte le società oggi guardano alla donna né
più né meno che come ad una merce. L’Oriente guarda ad essa come oggetto di
godimento suscettibile di vendita e di compera. L’Occidente guarda ad essa come
se non fosse femmina” (p. 111). Al contrario, “l’uomo e la donna devono sempre
eccellere nel loro ruolo. Altrimenti sarebbe la regressione, l’atteggiamento in
contrasto con la natura e distruttivo della regola della libertà, ed in
contrasto con la vita e la sopravvivenza” (pp. 109-110).
Quanto alla democrazia, secondo
il Raìs, ovunque “si instaura una dittatura sotto l’apparenza di una falsa
democrazia. Questa è la verità sui sistemi politici dominanti nel mondo
contemporaneo” (p. 28). Per cambiare rotta, non bastano nuove costituzioni: “la
costituzione è una legge statutaria elaborata dall’uomo” (p. 47), la quale “non
ha altra giustificazione che la volontà di dominare il popolo da parte di chi
detiene il potere, sia questi un individuo, un parlamento, una classe, un
partito” (p. 48).
Ciò che ci vuole per una
inversione di rotta che recuperi l’essenza della civiltà è una legge che sia
“il criterio per distinguere il vero dal falso, il giusto dall’ingiusto, come
pure i diritti e i doveri dei cittadini. La libertà sarà sempre minacciata fino
a quando non ci sarà una legge sacra e fondata su norme stabili” (p. 49). Come
quelle eterne e immutabili sul matrimonio, la famiglia, l’educazione, la
moralità, il bene comune, etc. etc.

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