di Francesco Mastromatteo
Uno spettro s’aggira
per l’Europa: quello dell’antiamericanismo. Non, una volta tanto, da parte dei
soliti gruppi estremisti, ma nientemeno che dai leader politici più autorevoli,
Martin Schultz in testa, che hanno inoltrato vibrate proteste e richieste di
spiegazioni a Washington per l’increscioso caso del Datagate, lo scandalo delle
intercettazioni statunitensi ai danni di diversi stati europei. La vicenda,
assieme a quella di Edward Snowden, l’ex dipendente dei servizi di sicurezza
che ha deciso di rivelare al mondo le trame spionistiche americane, diventando
il protagonista di una controversa e appassionante disputa internazionale, sta
mettendo in seria crisi i rapporti tra Usa ed Europa, e rischia di appannare il
mito di Obama agli occhi dei suoi tanti fan.
Sia chiaro: solo le
anime belle possono scandalizzarsi nello scoprire che gli Usa spiano tutto il
mondo, compresi i loro alleati, e che i servizi segreti fanno il lavoro (spesso
sporco) per cui esistono. Ma non si può non provare un moto di ilare sconcerto
nel ricordare i peana sperticati e a tratti deliranti con cui, qualche anno fa,
l’ascesa dell’astro politico di Obama venne salutata un po’ da tutti i
commentatori, quasi che si fosse di fronte ad un messia laico e non a un capo di stato, anzi il capo dello
stato più potente della Terra. Un presidente che, al di là della retorica
progressista e buonista, avrebbe fatto gli interessi del proprio Paese,
cambiando tattica e parole d’ordine rispetto al predecessore repubblicano ma
non certo strategia.
Al piglio muscolare e
scopertamente bellicista di G.W. Bush è subentrato l’afflato umanitarista e
politicamente corretto del primo presidente Usa di colore, in politica interna
sostenitore di quel laicismo spinto che sembra individuare in aborto facile,
eutanasia per tutti e matrimoni omosessuali la formula della pace sociale
(quasi non fossimo alle prese con la più grave crisi economica dal dopoguerra
ad oggi), ed in politica estera, al di là delle dichiarazioni d’intenti e di un
modo di procedere più felpato, prosecutore dell’intervento nelle aree più calde
del mondo, con esiti non certo felici, specie per la causa delle minoranze
cristiane del Medio Oriente. Basti pensare all’attivo sostegno, politico ma non
solo, che l’amministrazione americana ha dato alle primavere arabe, salutate
dai soliti media compiacenti come solari rivoluzioni democratiche e giovanili,
e che in seguito, come dimostra il drammatico caso egiziano che tiene banco in
questi giorni, hanno rivelato tutto il loro volto oscuro ed integralista.
Non sappiamo come andrà a finire la questione
e se davvero basterà a scalfire il mito del presidente giovane, bello,
democratico e umanitario. Nel frattempo, mister Obama, abbia almeno un sussulto di
dignità e restituisca il premio Nobel più farlocco della storia: si è
dimostrato più abile a spiare che a costruire
la pace…
Pubblicato il 02 luglio 2013

Articolo condivisibile. Tuttavia, c'è da stupirsi dello stupore di molte anime belle. Gli Stati Uniti nascono come ribellione e negazione allo e dello "jus publicum europaeum", rifiuto delle sue guerre regolate, del suo diritto internazionale, della sua civiltà. L'odio per l'Europa, le sue tradizioni, la sua storia, la sua cultura, è fondativo e irrinunciabile per gli Stati Uniti. Si considerano la biblica "città luminosa sulla collina", a cui tutto è concesso, in guerra come in pace. La ferocia nordista contro il civile e "europeo" Sud, la loro partecipazione incongrua alla prima guerra mondiale, le ignominie contro l'Europa e il Giappone nella seconda lo dimostrano. Il processo di Norimberga è la loro concezione di giustizia.
RispondiEliminaNon è un problema di Democratici o Repubblicani. La loro politica estera è bipartisan e basata sul "manifest destiny" di cui si ammantano per dominare.
E ci stupiamo se, in barba a ogni diritto, spiano il mondo?
le guerre europee come "guerre regolate"?? dove hai studiato storia, su Topolino?
EliminaCaro Anonimo, se non sapessi che è del tutto inutile, le consiglierei la lettura de "Il Nomos della terra", di Carl Schmitt, gigante della politologia dello scorso secolo. Lo trova in catalogo da Adelphi. Comunque, anche senza affrontare la lettura di Schmitt, certamente ardua per cultori dei luoghi comuni e per dilettanti di una storiografia da bar sport, è noto che, fino alle macellerie delle armate rivoluzionarie e napoleoniche, nei molteplici conflitti europei i combattenti si attenevano a codici di salvaguardia dei civili e dei vinti. L'esistenza di un "idem sentire" cristiano, le parentele esistenti tra le dinastie europee, la necessità, soprattutto dopo il trattato di Westfalia, di mantenere un equilibrio tra le varie potenze in campo, il limitato numero dei combattenti professionisti prima della barbarie delle "leve obbligatorie" rivoluzionarie e l'esistenza di quello che, appunto, Carl Schmitt chiama "Jus Publicum Europeaum" fecero sì che le pur numerose guerre pre-rivoluzionarie procurassero in Europa limitati danni ai civili e alla vita quotidiana dei popoli. Quindi sì, fuor di ogni dubbio, erano "guerre regolate" da uno "jus ad bellum" e da uno "jus in bello" sconosciute alla barbarie del mondo moderno e alle sue stragi immonde quali quelle di Dresda, Hiroshima e Nagasaki.
RispondiEliminaApprovo in toto Silente.
EliminaGrazie
Elimina@Silente
RispondiEliminagiàgià... infatti Manzoni descrive con accuratezza il "codice di salvaguardia dei civili e dei vinti" che osservarono i lanzichenecchi quando scesero in italia...
se le guerre "antiche" procuravano meno morti non era certo per questo fantomatico "Jus Publicum Europeaum" ma, semplicemente, perché non esistevano armi tanto potenti da fare una Dresda una Hiroshima o una Nagasaki
E' inutile che lei citi i lanzichenecchi (protestanti) né è un problema di tecnologie, ma di civiltà e di cultura. Le norme del "jus in bello" prescrivevano il rispetto dei civili (addirittura agli eserciti non era consentito calpestare i campi coltivati). Furono sempre rispettate? Certo che no. Ma siamo ben lontani dai massacri delle guerre successive alla rivoluzione francese. O forse che il sistematico genocidio dei vandeani da parte dei rivoluzionari era dovuto alla potenza tecnologica delle armi? E quello degli abitanti di Atlanta da parte dei "liberatori" (sono sempre "liberatori"...) nordisti?. O i campi di concentramento e di sterminio per i Boeri inventati degli inglesi? E non cito il mostruoso Novecento.
EliminaFinché resse, lo Jus Publicum Europaeum cristiano, che lei così superficialmente definisce fantomatico (ancora, si legga Carl Schmitt) rappresentò uno freno, un "katechon" alla barbarie e all'inciviltà. Poi venne l'illuminismo, e Voltaire con il suo "écrasez l'infame", e la rivoluzione francese, e il liberalismo, e la democrazia, e l'ideologia dei "diritti umani", e...
ahahah che ridere!
Eliminaadesso per controbattere all'esempio dei lanzichenecchi si aggiunge una parolina inventandosi un ancor più fantomatico "Jus Publicum Europaeum cristiano" (pure di questo parla Carl Schmitt?)
se nel medioevo ci fossero stati i gas venefici, sono certo che li avrebbero usati.
come usavano lanciare i cadaveri per diffondere le epidemie nelle città assediate.
ma vogliamo parlare di quello che fece l'ordine teutonico in est europa? oppure quello del trattamento che Basilio II riservò ai bulgari sconfitti dopo la battaglia di Kleidion?
no, per Carità! preferisco lasciarti alla lettura di Topolino.
Che dire? la lettura di Topolino, che non pratico, sarebbe comunque meglio della sua prosa sgrammaticata e maleducata. I casi che lei cita non inficiano la verità storica generale. Inoltre le convenzioni belliche riguardavano, com'era giusto, i conflitti tra cristiani. Le meritorie Crociate del Nord dell'Ordine Teutonico erano giustificate dall'aggressività dei popoli baltici e prussiani (o di quelli che poi sarebbero stati definiti tali) e più che legittimate dall'esigenza della loro conversione. Poi, vogliamo essere storicamente precisi? Di quale periodo stiamo parlando? del medioevo? (e quale medioevo?), delle guerre di religione? dei tempi anteriori o posteriori alla pace di Westfalia? della guerra dei sette anni?
EliminaEvitiamo luoghi comuni e storiografia da bar.
La verità è che, fino alla rivoluzione francese, la Christianitas europea conobbe "guerre regolate" e ragionevolmente cavalleresche. Poi venne la barbarie. Et de hoc satis.
@Silente
Elimina"Le meritorie Crociate del Nord dell'Ordine Teutonico erano [...] più che legittimate dall'esigenza della loro conversione"
già, peccato che dopo la conversione della lituania a seguito del battesimo del suo granduca Jogaila/Jagiełło l'ordine teutonico ha continuato a combatterli come prima.
certo, questo non lo raccontavano in "Zio Paperone ed il tesoro dell'Ordine Teutonico" quindi non potevi saperlo..