di Luca Gili
Lunedì scorso David Cameron ha
firmato a Edimburgo un documento, in cui si stabilisce che il Parlamento scozzese potrà indire entro
la fine del 2014 un referendum per stabilire se la Scozia debba diventare uno
stato indipendente.
In Belgio, alle comunali di Anversa, lo scorso fine settimana, la
Nuova Alleanza Fiamminga ha battuto gli altri partiti, cristiano-liberali e
socialisti, alleatisi per l'occasione tra loro a sostegno del sindaco uscente:
il nuovo sindaco della città dei diamanti sarà quindi il carismatico leader
della NVA, Bart De Wever. A Bruxelles il governo federale è un governo di
coalizione, che esclude l'NVA (fortissima nelle Fiandre, dove raccoglie
mediamente il 38% dei voti, cioè un 20% su base nazionale). Si inizia già a
vociferare che il gabinetto Di Rupo rischi parecchio, ora che l'NVA ha
affermato ancora di più la sua forza politica. L'NVA non è un partito
estremista, come il Fronte nazionale francese o il Vlaams Belang, i cui
connotati fascistoidi e xenofobi destano in chi scrive più di una
preoccupazione. E' certamente un partito
di 'destra', ma una destra moderna e democratica. Sulle posizioni etiche
non mi pare si mostri molto vicino alla dottrina di Santa Romana Chiesa, ma ha
comunque l'innegabile appeal di essere un partito detestato dall'élite radical
chic di Bruxelles.
Quel che contraddistingue l'NVA è il disegno di uno stato fiammingo
indipendente: un obiettivo che il partito si propone di ottenere
gradualmente - e senz'altro l'ultima riforma dello stato belga, che dava ancora
più poteri alle regioni federate, va senz'altro nella direzione auspicata
dall'NVA, che pure non prese parte a questi colloqui.
Sia nel caso scozzese che nel
caso fiammingo ci sono problemi pratici piuttosto spinosi. Nel caso della
Scozia ci si chiede a chi andrà il
petrolio del mare del Nord: a Londra o a Edimburgo? O sarà spartito in modo
ragionevole? Nelle Fiandre il problema è Bruxelles: geograficamente incastonata
nel Brabante fiammingo, ma a maggioranza francofona, a chi andrà la capitale
attuale del Belgio? Ai valloni o ai fiammighi? O resterà essa pure
indipendente, come una città stato (soluzione pare auspicata dagli abitanti di
Bruxelles, secondo gli ultimi sondaggi)? Accanto a questi nodi, ce ne sono
innumerevoli altri: le Fiandre e la
Scozia saranno automaticamente membri dell'UE? Pare di no. Se saranno ammesse
in un secondo tempo, dovranno adottare l'euro, il che per la Scozia
potrebbe essere problematico (il 66% dell'export scozzese è diretto verso
l'Inghilterra).
Al di là di queste complicate
questioni pratiche, ciò che mi interessa è capire quale debba essere il giudizio del cattolico di fronte a questi
mutamenti che sono oggi in atto.
Credo ci siano due opzioni, a
seconda della 'lente' che si adotta.
a) I cattolici che hanno simpatia per valori come il radicamento
etno-territoriale verosimilmente guarderanno con favore queste eventuali indipendenze.
b) Chi invece vede la nostra religione come 'universale' e
capace di abbattere ponti e divisioni, vedrà come preoccupanti segnali di
egoismo i tentativi fiamminghi di staccarsi dai più poveri valloni e scorgerà
un preoccupante sciovinismo nel tentativo scozzese di affrancarsi dal governo
di Westminster.
Gli stati, a ben vedere, sono realtà umane, destinate a tramontare.
Come Regno Unito e Belgio, anche le eventuali Scozia e Fiandre non
rappresentano, a mio avviso, un valore assoluto per un cattolico, che si trova
a casa sua in ciascuna di queste realtà.
Secondo me i punti da tenere
presente sono questi:
1. Bisogna ricordarsi che 'cattolico' significa 'universale'. Si
veda questo bel pensiero di san Josemaria Escrivà: "Essere “cattolico” è amare la Patria senza lasciarsi
superare da nessuno in questo amore. E, allo stesso tempo, è fare proprie le nobili
aspirazioni d'ogni paese. Quante glorie della Francia sono glorie mie!
Egualmente, molti motivi d'orgoglio dei tedeschi, degli italiani, degli
inglesi..., degli americani, degli asiatici e degli africani, sono, anch'essi,
mio vanto. – Cattolico! Cuore grande, spirito aperto" (Cammino, 525).
2. Bisogna ricordarsi del fatto
che la Chiesa ha sempre guardato con
favore quella sussidiarietà che avvicina il governo alle persone e ha sempre avuto
una predilezione per quella organizzazione sociale che, ad esempio nel
medioevo, rispettava i cosiddetti 'corpi intermedi'. Questo sembra potersi
inferire, ad esempio, dall'enciclica Immortale
Dei, in cui Leone XIII accenna al 'tempo in cui la filosofia del vangelo
governava la società' e, soprattutto, il magistero più recente ha sempre difeso
una organizzazione sussidiaria.
Che si deve concludere da questi
principi? Onestamente non saprei. Mi
pare anzi illegittimo voler trarre una conclusione pratica e concreta ('voto
sì/no al referendum del 2014') a partire dalla dottrina della Chiesa, dato
che non stiamo parlando dei 'valori non negoziabili'. In necessariis unitas, in
dubiis libertas, in omnibus caritas.
Pubblicato il 17 ottobre 2012

In effetti il cattolicesimo ha ricoperto in questo campo un ruolo storico ambivalente, stretto tra la sua vocazione universalistica e il contributo offerto alla definizione di una forte identità nazionale, ad esempio nei casi irlandese e polacco (lo notava già Schmitt in "Cattolicesimo romano e forma politica").
RispondiEliminaNon credere, però, che tutti i cattolici "identitari" siano a favore di queste rivendicazioni: molti di loro le considerano uno strumento per scavare la fossa agli Stati, che vengono difesi per il loro ruolo di "argine" di fronte al processo di globalizzazione.
"Che si deve concludere da questi principi? Onestamente non saprei"
RispondiEliminadirei la miglior conclusione di sempre. Ovvero come scrivere 2000 parole invece di tre.
Le nazioni come le conosciam oggi sono un invento illuminista. Uno era scozzeze governato da un sovrano inglese o normando, vallone governato dai Asburgo della Spagna o da un re della confederazione, veneto sotto Venezi, gli Ausburgo o i Savoia. Perció salvae le "nazioni" non credo sia una necessità. In principio i governi piú vicino sono dei governati meglio sono. Le identitá si mantengono di piú dentro piccole comunitá, sempre che non porti all´isolamento questo dovrebbe essere buono. L`isolamento nel mondo globale e di più dentro della Comunità Europea è difficile.
RispondiEliminaPer iproblemi tra comunitá overe é ricche, forse questa sará un ocasione per vedere se i ricchi aiutavano i poveri a lasciar di esserlo o li mantenevano poveri perche gli conveniva.
Blas
bravissimo Gili.
RispondiEliminaNon capisco l'ostilità dell'autore (decisamente poco demaistriana)nei confronti della cosiddetta "estrema destra" e in particolare verso il Front National e il Vlaams Belang. Conosco poco quest'ultimo (comunque l'erede di un movimento indipendentista e identitario precedentemente sciolto, in nome della democrazia, dell' "antirazzismo" e dell'odio contro le identità, dal regime "democratico" olandese), ma posso assicurare che nel Front National militano fior di cattolici. Tutto il tradizionalismo cattolico francese è praticamento schierato con il partito di Le Pen. Il quotidiano cattolico tradizionalista "Present" (eh sì, i cattolici tradizionalisti francesi hanno un quotidiano)fiancheggia il Front National, con la prestigiosa penna di Madiran, intellettuale storico della destra francese. Nella migliore tradizione di de Maistre, de Bonald, Peguy, Maurras...Riguardo a espressioni quali: "connotati fascistoidi e xenofobi" (che tanto preoccupano l'Autore), posso permettermi di dire che suonano stucchevoli e datate quanto un volantino del '68?. Ultima osservazione, tanto per provocare: siamo certi che la definizione "destra democratica", tanto graziosamente politically correct e che può certamente piacere a un Fini o a un Alfano non sia un ossimoro, una contraddizione in termini, un ircocervo? La Destra, se è veramente tale, può dogmatizzare la democrazia (qualsiasi cosa essa sia e mi sembra che il tema sia storicamente assai dibattuto)?
RispondiEliminaErrata corrige: ovviamente là dove ho scritto "dal regime "democratico" olandese" si deve intendere: "dal regime "democratico" belga".
RispondiEliminaGli olandesi hanno tanto tanti difetti ma, almeno recentemente, non hanno sciolto alcun partito... Chiedo scusa.