di Giuliano Guzzo
L’opinione pubblica si concentra sul cosiddetto femminicidio e lei, sfidando la corrente, invita a guardare altrove e a considerare che esiste – nascosta, spesso non considerata e dimenticata – anche un’altra violenza: quella contro gli uomini. Di più: per Glenda Mancini, classe 1989, una laurea in scienze delle investigazioni e il desiderio di specializzarsi presto in psicologia criminale, la geografia della violenza, rispetto a come ce la raccontano, è diversa al punto che si può affermare «in molti casi le donne sono le carnefici e gli uomini le vittime». Ne è talmente convinta che all’argomento ha dedidato un intero libro pubblicato da poco – L’uomo vittima di una donna carnefice (Booksprint) – e che è destinato a far discutere. L’abbiamo avvicinata per saperne di più sul suo punto di vista e sulle sue ricerche.
