10 luglio 2026

Una tirannide di fannulloni e donnaioli


 

di Marco Begato

“Fu la tirannide e non il cattolicesimo a impedire lo svilupparsi del capitalismo in Francia e Spagna e a soffocarlo in Italia e nei Paesi Bassi meridionali. Ironicamente, forse nella storia non vi furono monarchi più scrupolosi, onesti e instancabili di Carlo V e del figlio Filippo II. Furono loro a costruire l’impero spagnolo e a governarlo per più di ottant’anni. Si svegliavano quasi ogni giorno all’alba e lavoravano in modo diligente all’amministrazione dei loro immensi territori. Se fossero stati fannulloni o donnaioli, avrebbero arrecato meno danni alle economie di cui erano responsabili. Invece i sovrani francesi erano abbastanza pigri e molto meno onesti; eppure, in termini di progresso economico, sotto il loro dominio la Francia andò meglio della Spagna. Questa è la più grande ironia: dato un dominio tirannico, una dilagante corruzione governativa procura gradi di libertà che non esistono sotto tiranni onesti e scrupolosi”. (R. Stark, La vittoria della ragione, Lindau, Torino 2006, 287-288)

Questa è la tesi di Stark, che dunque vorrebbe ricondurre l’evoluzione economico-capitalista a queste condizioni: assenza di tirannide; o, al massimo, tirannia dissoluta con diffusa corruzione negli apparati amministrativi.

Il tutto, sempre mantenendo l’assunto principale affermato dal battista Stark: “fu la tirannide e non il cattolicesimo a impedire lo svilupparsi del capitalismo”.

È una citazione sulla quale torno periodicamente e che tengo a mente nel modo di impostare il mio lavoro quotidiano: un eccesso di controllo e di zelo risulta deleterio per uno sviluppo cooperativo in un contesto multi-culturale.

Un eccesso di controllo e di moralità diviene soffocante e controproducente. Inaridisce l’esperienza quotidiana.

Ora mi chiedo se tale riferimento possa tornare utile per diagnosticare i problemi del tempo presente, pur sempre ammesso e non concesso che l’intuizione starkiana sia corretta.

Siamo certamente in un tempo di tirannide e di controllo.

Quegli organismi sorti per favorire la cooperazione dei popoli si sono tramutati in enti di rigido controllo trans-nazionale, a oltraggio del diritto sovrano dei popoli e quindi della libertà autentica dei cittadini. La NATO decide se e quali guerre condurre. L’OMS impone lock-down e vaccinazioni pericolose. La UE interviene a modificare la cultura dei singoli Paesi (Agenda2030) e prepara la censura mediatica su larga scala.

Verrebbe allora da consolarsi, perché sembrerebbe di essere dunque, sì, sotto tirannide, ma in una tirannide di “donnaioli e fannulloni” (per citare sempre Stark).

È che i nostri governanti sono proprio andati oltre rispetto ai secoli passati, su tutto.

I livelli di controllo cui siamo sottoposti sono saliti in modo vertiginoso.

E i vizi delle élites dominanti sono piuttosto trasbordati in forme di grave disturbo o di ritualità negativa, cosicché si parla ormai di politici drogati o votati a Satana (Epstein docet).

Giustamente dunque da più parti si lancia l’allarme: “Me parece que la humanidad nunca ha estado en un momento más peligroso que el que vivimos ahora”. (fonte)

Strumenti troppo potenti, soggetti troppo corrotti, società troppo controllate.

E ostinatamente in lotta contro l’unica chiave risolutiva: la fede in Cristo testimoniata dalla Tradizione cattolica.

Dove invece l’Impero si sottomette alla Croce, la virtù è presupposta al comando e la libertà è donata ai singoli e vissuta nella varietà dei carismi.


 

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