10 ottobre 2018

Libri. G. B. Montini - Paolo VI, Scritti di filosofia e di spiritualità

Un libro a cura di Piero Viotto

di Samuele Pinna
È significativo che il volume a cura di Piero Viotto, che raccoglie alcuni testi scelti di G. B. Montini - Paolo VI, riproduca in copertina una istantanea in cui è ritratto il Sommo Pontefice a Fossanova, a dire come «nella vita culturale non contano solo le parole ma anche i gesti» (p. 131). Tale fotografia, infatti, richiama la venerazione di Paolo VI per san Tommaso, che si estende al legame che il Papa ha stretto con i grandi studiosi contemporanei tomisti, quali Étienne Gilson, Charles Journet e soprattutto Jacques Maritain. Non a caso – precisa all’inizio del volume Viotto –, «il fatto che Maritain sia stato il riferimento filosofico di Montini non è solo una mia convinzione e non va inteso come una dipendenza, ma proprio come un’amicizia intellettuale, che ha per unico scopo la verità, che trascende le persone» (p. 8).

Significativa – a dire la profonda sintonia – è, inoltre, la lettera (1975) che Paolo VI indirizza a Gilson (doc. 20) in cui scrive: «lo scorrere del tempo non ha cancellato, malgrado la vostra modestia, i meriti che voi avete acquisito con la vostra così lunga e così vasta attività intellettuale, come per la vostra esemplare fedeltà alla Chiesa» (p. 148).

Il volume riporta ventidue interventi di Montini-Paolo VI introdotti da un breve, ma sapido, commento di Piero Viotto, tra i massimi esperti del pensiero maritainiano. Dal tempo della laurea nel 1947 con una tesi sull’Umanesimo integrale di Maritain, il Curatore confida di aver potuto leggere molte corrispondenze del filosofo francese, tra cui quella intercorsa con Montini-Paolo VI, «giungendo alla conclusione che Maritain sia stato il suo filosofo di riferimento sulla base di un forte ancoraggio a san Tommaso, che non esclude, ma include l’apporto, di sant’Agostino» (p. 7). Il Curatore sottolinea, così, in più di un’occasione, come Agostino e Tommaso siano stati per Montini particolarmente cari e fonti da cui è sgorgata parte della sua riflessione. Questo si evince anche dalla presenza di Paolo VI nel 1974 alle numerose celebrazioni durante il settimo centenario della morte di san Tommaso (1225-1274): «Partecipa – si ricorda nel volume – al VII congresso internazionale che si svolge all’Angelicum con un intervento nel quale presenta il Santo come maestro di scienza e di virtù, perché non è solo un maestro ma anche un testimone (doc. 17). Fa un pellegrinaggio a Fossanova, dove è morto san Tommaso (doc. 18). Ma soprattutto scrive una lettera al Maestro dei Domenicani Lumen Ecclesiae, che è quasi un’enciclica, presentando l’attualità del tomismo che è un realismo critico che può raccordare l’oggettività del sapere, sottolineata dal pensiero antico e medioevale, con la soggettività del conoscere, sottolineata dal pensiero moderno (doc. 19)» (pp. 16-17).

Le Conclusioni di Viotto sono, infine, un distillato sintetico molto prezioso per comprendere l’itinerario filosofico e spirituale di G. B. Montini - Paolo VI e insieme illuminano a riguardo di un metodo da imparare per la valutazione di problematiche suscitate dalla modernità. Gli studi di Montini, benché non sia un filosofo, «lo hanno portato a comprendere come oggi le problematiche sociali si richiamino ad una legge naturale […]. Ancora una volta ci troviamo davanti al problema della conoscibilità dell’essere e alla metafisica. Secondo il realismo di Aristotele e san Tommaso noi conosciamo la realtà dell’essere che rimanda a Dio, per cui la legge civile (Stato) dipende dalla legge razionale (uomo) che dipende dalla legge eterna (Dio); il diritto naturale ha quindi un fondamento ontologico, io non ho dei diritti perché gli altri me li riconoscono, ma perché li ho in proprio» (p. 165).

Ci pare di comprendere, a pochi giorni dalla sua canonizzazione, l’apertura di spirito e la profondità riflessiva di questo grande Pontefice, capace di dominare e non subire le varie tempeste culturali dei nostri tempi, con il rigore intellettuale e la gentilezza spirituale che lo contraddistingueva. «Montini-Paolo VI – afferma ancora Viotto – può attingere a tutte le fonti di informazione, proprio perché, come Gilson, Maritain, Journet, distingue senza separare il ragionamento filosofico, la riflessione teologica e l’esperienza mistica» (p. 164).


 

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