Un libro a cura di Piero Viotto
di Samuele Pinna
È significativo che il volume a cura di Piero Viotto, che raccoglie alcuni
testi scelti di G. B. Montini - Paolo VI, riproduca in copertina una
istantanea in cui è ritratto il Sommo Pontefice a Fossanova, a dire come
«nella vita culturale non contano solo le parole ma anche i gesti» (p.
131). Tale fotografia, infatti, richiama la venerazione di Paolo VI per san
Tommaso, che si estende al legame che il Papa ha stretto con i grandi
studiosi contemporanei tomisti, quali Étienne Gilson, Charles Journet e
soprattutto Jacques Maritain. Non a caso – precisa all’inizio del volume
Viotto –, «il fatto che Maritain sia stato il riferimento filosofico di
Montini non è solo una mia convinzione e non va inteso come una dipendenza,
ma proprio come un’amicizia intellettuale, che ha per unico scopo la
verità, che trascende le persone» (p. 8).
Significativa – a dire la profonda sintonia – è, inoltre, la lettera (1975)
che Paolo VI indirizza a Gilson (doc. 20) in cui scrive: «lo scorrere del
tempo non ha cancellato, malgrado la vostra modestia, i meriti che voi
avete acquisito con la vostra così lunga e così vasta attività
intellettuale, come per la vostra esemplare fedeltà alla Chiesa» (p. 148).
Il volume riporta ventidue interventi di Montini-Paolo VI introdotti da un
breve, ma sapido, commento di Piero Viotto, tra i massimi esperti del
pensiero maritainiano. Dal tempo della laurea nel 1947 con una tesi
sull’Umanesimo integrale di Maritain, il Curatore confida di aver potuto
leggere molte corrispondenze del filosofo francese, tra cui quella
intercorsa con Montini-Paolo VI, «giungendo alla conclusione che Maritain
sia stato il suo filosofo di riferimento sulla base di un forte ancoraggio
a san Tommaso, che non esclude, ma include l’apporto, di sant’Agostino» (p.
7). Il Curatore sottolinea, così, in più di un’occasione, come Agostino e
Tommaso siano stati per Montini particolarmente cari e fonti da cui è
sgorgata parte della sua riflessione. Questo si evince anche dalla presenza
di Paolo VI nel 1974 alle numerose celebrazioni durante il settimo
centenario della morte di san Tommaso (1225-1274): «Partecipa – si ricorda
nel volume – al VII congresso internazionale che si svolge all’Angelicum
con un intervento nel quale presenta il Santo come maestro di scienza e di
virtù, perché non è solo un maestro ma anche un testimone (doc. 17). Fa un
pellegrinaggio a Fossanova, dove è morto san Tommaso (doc. 18). Ma
soprattutto scrive una lettera al Maestro dei Domenicani Lumen Ecclesiae,
che è quasi un’enciclica, presentando l’attualità del tomismo che è un
realismo critico che può raccordare l’oggettività del sapere, sottolineata
dal pensiero antico e medioevale, con la soggettività del conoscere,
sottolineata dal pensiero moderno (doc. 19)» (pp. 16-17).
Le Conclusioni di Viotto sono, infine, un distillato sintetico molto
prezioso per comprendere l’itinerario filosofico e spirituale di G. B.
Montini - Paolo VI e insieme illuminano a riguardo di un metodo da imparare
per la valutazione di problematiche suscitate dalla modernità. Gli studi di
Montini, benché non sia un filosofo, «lo hanno portato a comprendere come
oggi le problematiche sociali si richiamino ad una legge naturale […].
Ancora una volta ci troviamo davanti al problema della conoscibilità
dell’essere e alla metafisica. Secondo il realismo di Aristotele e san
Tommaso noi conosciamo la realtà dell’essere che rimanda a Dio, per cui la
legge civile (Stato) dipende dalla legge razionale (uomo) che dipende dalla
legge eterna (Dio); il diritto naturale ha quindi un fondamento ontologico,
io non ho dei diritti perché gli altri me li riconoscono, ma perché li ho
in proprio» (p. 165).
Ci pare di comprendere, a pochi giorni dalla sua canonizzazione, l’apertura
di spirito e la profondità riflessiva di questo grande Pontefice, capace di
dominare e non subire le varie tempeste culturali dei nostri tempi, con il
rigore intellettuale e la gentilezza spirituale che lo contraddistingueva.
«Montini-Paolo VI – afferma ancora Viotto – può attingere a tutte le fonti
di informazione, proprio perché, come Gilson, Maritain, Journet, distingue
senza separare il ragionamento filosofico, la riflessione teologica e
l’esperienza mistica» (p. 164).
Pubblicato il 10 ottobre 2018

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