di
Alessio Calò
Martedì scorso Wladimiro Guadagno non è stato ospitato dalla TV dei vescovi italiani, come invece era stato annunciato: «mi ha chiamato il direttore Paolo Ruffini e mi ha chiesto di rimandare, a data da destinarsi, perché la mia presenza sarebbe stata in concomitanza con i lavori dell’assemblea CEI» ha dichiarato il nostro.
Ci sarebbero tante cose da dire su questa scelta, ma mi interessa la sostanza. La sostanza nel senso che il direttore Paolo Ruffini, o chi per lui, ha rimandato - non soppresso - l'evento a data da destinarsi solamente dopo un'ondata di email di molti cattolici che hanno giustamente sfoderato l'arma dell'otto per mille. Sull'argomento pecuniario aveva già scritto l'anno scorso il buon Mancini, elencando svariati casi in cui la Chiesa italiana aveva speso in maniera quantomeno discutibile i nostri soldini, concludendo che "quello dei soldi, evidentemente, è l’unico linguaggio che riescono ancora a comprendere."
E, a pensarci bene, questo di Luxuria non rappresenta
l'unico caso recente in cui alcuni prelati hanno preferito difendere i trenta
denari piuttosto che il sangue di Cristo. Parlo del sinodo appena
trascorso, dove esponenti di spicco della Chiesa tedesca, in posti chiave nel
consesso, hanno cercato di revisionare la dottrina, forti della loro golden share sulle
finanze vaticane. Ebbene sì signori, perché sono ingenti i flussi di
danaro che regolarmente la CEI tedesca invia alle casse vaticane. Dal blog
di Magister leggiamo
che "l’obolo alla Chiesa [tedesca] frutta ogni anno oltre 5 miliardi di
euro, cioè oltre cinque volte il gettito dell'otto per mille in Italia."
Il fatto che l'obolo sia obbligatorio e che per non pagarlo
bisogna apostatizzare rende tutto più divertente: "i vescovi della
Germania, notoriamente i più misericordiosi nel voler concedere la comunione ai
divorziati risposati, [sono] contemporaneamente i più spietati nello
scomunicare di fatto chi rifiuta di versare l'obolo alla Chiesa": chi
decide di non pagare più la Kirchensteuer infatti perde automaticamente il
diritto a ricevere i sacramenti.
Ora mi domando: non è che allargare i cordoni della dottrina
permette di trattenere i gay e le loro combriccole, solitamente munite di tanti
dindini?
Ai
posteri(ori) l'ardua sentenza...
Pubblicato il 12 novembre 2014

qual è il problema di Luxuria in tv? avete paura che convinca qualcuno?
RispondiEliminaTutt'al più Luxuria può convincere qualcuno di essere un'infelice creatura di un monotono carnevale.
RispondiEliminaContento tu di mantenere un parassita come lui.....
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