Venerdì 6 settembre nella splendida cornice di Parco
Guarienti-Baja di Tarmassia (Isola della Scala, Verona) la scrittrice e
giornalista Valentina Bazzani ha presentato il suo secondo libro, “Quattro
ruote tacco 12. La vita come possibilità”. La presentazione si è svolta sotto
forma di intervista, in cui si sono alternate domande sul libro a letture di alcuni
brani dello stesso. Questo libro si presenta come continuazione di un precedente lavoro scritto circa dieci anni fa, “Una vita
diversa”: un diario nato per gioco, scritto in un momento di sfogo da una ragazzina fragile, introversa e timida, che, grazie ad una serie di esperienze vissute in un arco temporale di dieci anni, mostra un cambiamento radicale, in cui l’ottimismo e l'amore per la vita mostrano i risultati del percorso interiore della scrittrice.
Partiamo dal titolo. Come ha avuto modo di ribadire Valentina
nel corso della presentazione, “Quattroruote tacco 12 – La vita come
possibilità” è un titolo volutamente provocatorio, che vuole sottolineare due
questioni: da una parte rimanda alla situazione
di disabilità in cui vive l’autrice da circa quindici anni, dall’altra parte apre le
porte alla femminilità prendendo come simbolo il tacco 12. Secondo l’autrice il
look rappresenta un aspetto molto importante per una donna, che deve sempre essere curato per migliorare la propria autostima e quindi le relazioni, senza ricondurre la femminilità solamente all’aspetto
fisico, ma considerandola anche nelle sue componenti psicologiche, spirituali ed
emozionali. Valentina ha quindi sottolineato più volte la necessità di un
cambiamento di prospettiva: quando una donna è su una sedia rotelle viene
definita disabile prima che donna. Ed è per questo che cura molto il
suo aspetto, sfidando il pensiero diffuso che associa la disabilità allo sconforto, ma anche e soprattutto invitando le persone nella sua situazione a superare il dolore della propria situazione e a riconvertirlo in gioia.
Il libro raccoglie spezzoni di vita quotidiana di Valentina,
una ragazza di (quasi) 28 anni che racconta le avventure, peripezie e aneddoti a
cui assiste e sui quali riflette, cercando di cogliere in ogni momento degli
spunti per rispondere alle domande sul senso della
sofferenza, dell’Amore, dell’Amicizia. Aneddoti e riflessioni proposti con un tono
che varia dal serio all’ironico, dal profondo al provocatorio, offrendo anche alcune poesie. Nella seconda parte del volume sono presenti articoli e
interviste che Valentina ha avuto l’opportunità di realizzare in questi anni.
La prefazione è scritta dal compositore Giovanni Allevi, conosciuto dall’autrice
alla maratona televisiva di Telethon nel 2010, ed intervistato più volte dopo
quell'occasione, al quale l'autrice ha espresso una forte sintonia, poiché nel suo ultimo album “Sunrise” si
realizza un risveglio, una nuova possibilità, una rinascita, dopo un periodo
difficile.
Ed è il cambio di prospettiva a mio avviso la chiave di lettura del libro:
dopo i primi momenti di sconforto seguenti la malattia, Valentina racconta l’incontro
con altre persone che nel corso degli anni la aiutano a maturare, facendole comprendere che la vita è
una vera possibilità ed un invito a guardare Oltre, e oltre a quello che ci manca (come la mentalità dominante ci insegna), considerando invece quello che
comunque abbiamo, la forza dentro di noi e le persone attorno a noi. Nell’esperienza della sofferenza la persona è chiamata a
mettere in pratica la sua capacità più grande: quello che il grande psichiatra e filosofo Viktor Frankl chiamava
valore di atteggiamento, ovvero ciò che permette di passare dalla negatività
della sofferenza inevitabile ad un’autentica prestazione spirituale. La
sofferenza non rappresenta una possibilità tra le tante, ma un’occasione unica per
conferire pienezza al senso più profondo della vita: ognuno di noi,
indipendentemente dalla situazione in cui si trova a vivere, ha comunque delle
potenzialità e delle risorse importanti da sfruttare. Come nella sofferenza del Cristo crocifisso e risorto possiamo scorgere il suo infinito amore, così tutti coloro che vivono nella sofferenza possono riscoprire il senso della vita attraverso le lenti dell'amore, che trasformano la vita da tragedia a possibilità.
Pubblicato il 08 settembre 2013

Proverò a leggerlo: l'argomento del libro è praticamente l'unico argomento sul quale valga la pena di scrivere e parlare (la preparazione alla sofferenza e alla morte è, approssimativamente, il solo nostro còmpito), anche se temo la faciloneria e la banalità degli autori (niente è così incomunicabile come il dolore e la rinascita - o la conversione, chiamàtela come volete - e ci vuole veramente una capacità di scrittura non comune, per non cadere nella retorica.
RispondiEliminaSempre che lo si riesca a trovare, questo libro: ho cercato un po' in giro - da IBS a SBN - ma non si trova la scheda e, soprattutto, l'editore.
Grazie della segnalazione.
MP
Buonasera, il libro lo può trovare on line su webster, deastore, libreriauniversitaria, unilibro, feltrinelli, ecc...
RispondiEliminaGrazie e buona serata.
P.S. Editore: Ipertesto Edizioni, www.iperedizioni.it