Trieste
è sempre stata una città all'avanguardia, sede di sperimentazioni sociali e
politiche. E’ la città che ha visto la prima campagna anti-omofobia trovare
spazio su tutti gli autobus di linea. Intitolata “Si va diritti all'amore”,
vedeva l’esposizione di sei immagini di vita “famigliare” di coppie formate da
persone dello stesso sesso. Ad essere ritratti su base volontaria alcuni soci del
“Circolo Arcobaleno”. Sul retro del cartoncino appeso ai passamano le
motivazioni della campagna. Il tutto con il patrocinio di Comune e Provincia di
Trieste attualmente guidate da giunte di centrosinistra.
Non
sono mancate prese di posizioni fortemente critiche rispetto alla campagna e al
patrocinio fra cui quella del settimanale diocesano che ritiene che la campagna
sia in favore dei "diritti" degli omosessuali più che contro l’omofobia. Ma
siamo proprio sicuri che ad essere minacciati da una campagna di odio e
discriminazione siano gli omosessuali?
Mi
permetto di raccontare alcuni atteggiamenti incontrati ed alcuni episodi che sono
capitati a me. Così facendo mi chiedo e chiedo al lettore se non esistano oggi
e non vadano piuttosto contrastate certe “fobie” rivolte contro la famiglia
“tradizionale” in generale e la “famiglia numerosa” in particolare. Lascio
da subito la libertà di immaginare tutta quella serie di battute che vengono
rivolte quotidianamente contro chi dichiara la propria fedeltà e il proprio
amore verso la propria “unica” moglie e i propri figli; contro chi dichiara di
vivere la propria sessualità “come Dio comanda”, senza ridurla a puro istinto
da slegare dalla fecondità ricorrendo alla chimica, alla gomma o all'aborto. Un
continuo “martellamento” che va dal collega che minaccia “scherzosamente” di
sterilizzarti mettendo una pallina di cobalto radioattivo sotto la sedia, alla
collega che ti ringrazia perché i tuoi figli le pagheranno la pensione mentre
lei sa che il numero perfetto per l’amore non deve mai superare il due, a chi ti da del coniglio non per la codardia,
ma per la prolificità. Tutte cose a cui si deve fare il callo, e che è facile
sopportare, ma che misurate con i criteri con cui si misura l’omofobia
potrebbero far scattare qualche pesante ritorsione legale.
Non
si può negare che ci sia tutta una cultura contro la famiglia e,
paradossalmente, anche le campagne in favore della “famiglia omosessuale” non
sono altro che l'ennesimo tentativo di delegittimare la famiglia “tradizionale”
in un momento in cui questa sta attraversando un momento di crisi. Ecco
alcuni episodi fra i più “fastidiosi” che mi sono capitati negli anni che
emergono violentemente sul “rumore di fondo”: il primo che racconto è capitato
a mia moglie poco prima della nascita della nostra terza figlia, quando il
ginecologo che ci seguiva ci ha proposto il parto cesareo per procedere così
alla sterilizzazione chirurgica: “così non avrete altre preoccupazioni...”. Una
proposta estremamente grave in quanto proveniva da un medico che giudicavamo
autorevole. Non abbiamo avuto entrambi alcuna esitazione a rifiutare una simile
proposta, ma quante coppie reagirebbero nello stesso modo davanti al
suggerimento di uno specialista? In quanti scambierebbero questa possibilità
segnalata per un “ordine” dato da un medico: se me lo propone lo specialista
vuol dire che sa che così è meglio… Spiacevole
anche l’episodio in cui un impiegato comunale, che non conoscevo, dal quale mi
informavo circa eventuali contributi dopo la nascita del mio quarto figlio, ha
avuto l’ardire di chiedermi: “Adesso basta, no?”. Ho dovuto scusarmi per la mia
violenta reazione a questa domanda, ma mi auguro che quell'impiegato non abbia
ripetuto più quella frase ad altri. Io e mia moglie ora di figli ne abbiamo
cinque... Triste
sapere poi che la ragazzina, figlia di amici, che comunicava gioiosamente la
nascita dell'ennesimo fratellino, il sesto se ricordo bene, si sia sentita dire
da una compagna di classe: “Incredibile che negli anni 2000 ci sia ancora chi
non sa cosa si deve fare per non avere figli!”. Si, come se avere figli fosse
sempre uno sbaglio da evitare, come se non sia ammissibile che una coppia possa
decidere di vivere il proprio amore aperto alla vita e grato per i figli che
Dio, o la natura per chi non crede, ha voluto donargli. Come se non fosse
possibile che uno decida consapevolmente di andare incontro a degli innegabili
sacrifici pur di poter crescere i propri numerosi figli in mezzo ai tanti
problemi che si incontrano. Non parlo solo di problemi economici o delle
mancate agevolazioni o delle nuove tasse che sembrano voler colpire
espressamente le famiglie numerose, ma di tutte quelle problematiche che chi ha
a cuore la famiglia ha ben presenti.
Prima
di fare delle campagne contro l’omofobia, credo che si dovrebbero fare delle
campagne contro l'odio e l'ostilità palese nei confronti della famiglia: è
questa la risorsa per il futuro del nostro paese. Queste dovrebbero essere le
campagne patrocinate dagli enti pubblici. E' questo l'amore, diretto e fecondo
perché aperto alla vita, che va incentivato. Non credete?
Pubblicato il 16 febbraio 2013
Come darLe torto, caro amico. Purtroppo viviamo in un mondo di ciechi. Anzi di super-ciechi (con tutto il rispetto per i non vedenti), ossia quelli che NON vogliono vedere la realtà. Sarà bene che si curino, prima che sia troppo tardi. Per tutti.
RispondiEliminaLuigi
ahahhahaha
RispondiEliminaal 4° parto cesareo di una coppia di nostra conoscenza il primario esce dalla camera operatoria e dice: adesso leghiamo le tube, vero? Il povero marito indugia chiede aiuto per telefono e rincuorato risponde di no. Il 5° figli (semnpre cesareo) nascerà in un altro ospedale
RispondiEliminacerto, se la testata che piu' si dovrebbe preoccupare della famiglia (magari secondo la visione in un'ottica cristiana, visto l'aggettivo di cui si fregia ...) cade così in basso, si salvi chi puo' ...
RispondiEliminascusate, dimenticavo il link, alla caduta (irreparabile) di famiglia Cristiana ...
RispondiEliminahttp://www.lanuovabq.it/it/articoli-famiglia-cristianaseconda-puntata-5845.htm
vedi, la differenza è che se tu e tua moglie avete 5-6 figli ad una coppia gay non frega niente.
RispondiEliminanon capisco perchè a te debba interessare invece se due gay vogliono formare una famiglia.
perchè i figli per averli devono comprarli!
RispondiEliminacomprarli? esiste un mercato dei bambini?
EliminaEsiste un mercato dei semi e degli ovuli, oltre che degli uteri.
RispondiEliminaoh... davvero!?
Eliminae tutti quelli che hanno un bambino in vitro vi fanno ricorso?
genio anonimo
RispondiEliminasecondo te come fanno ad averli?
fanno crepare le ragazze indiane per 4 soldi
e non è comprare i bambini?
Perfettamente d'accordo con l'articolo e se si continua con queste porcate denuncerò x discriminazione alla famiglia NORMALE. e poi con queste porcate dei libretti nelle scuole, oltre a non trattate assolutamente la diversità fra omosessuale e etero, si autorizzano atti osceni con lavaggio del cervello!!!! Per tutte quelle maestre/i (di sinistra) convinte del progetto, in primo luogo potrebbero sperimentarlo loro e recuperare gli anni perduti e farlo fare anche ai loro genitori, parenti e figli!!
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