09 luglio 2020

Libri. "Bud, una vita smisurata"


di Samuele Pinna

“Il futuro è la più interessante delle avventure” o “L’unico senso è l’amore” oppure “Chi sa guardare può trovare poesia ovunque” e ancora “Solo rimanendo umile come allievo potrai diventare maestro”, sono alcune frasi di Bud Spencer utilizzate come titoli dei paragrafi del libro scritto da Cristiana Pedersoli, da poco uscito per l’Editrice Giunti: Bud. Un gigante per papà. Le avventure, l’amore, le passioni di una vita smisurata . L’Autrice, secondogenita del mitico attore, racconta la grandezza – in tutti i sensi – di suo padre: la sua esistenza è stata davvero smisurata! Carlo Pedersoli (questo il suo nome all’anagrafe) ha infatti vissuto in pienezza ogni cosa: dallo sport al cinema, dalla famiglia a una ricerca sempre più autentica di spiritualità (cristiana). Un uomo saggio e – a lui piacerebbe sicuramente aggiungere – “perbene”, che ha voluto spendere i suoi giorni nella “decenza”, il suo «più grande pregio» (p. 95).

Il libro si legge in un soffio tanto è scritto bene e col cuore. Non di chi vuole, però, celebrare semplicemente una persona cara – come sarebbe in fondo comprensibile –, ma presentare la straordinarietà di una persona. Anche i fatti più risaputi sono riproposti con delicatezza e profondità, tanto che “il già conosciuto” apre a riflessioni nuove.

Il testo inizia e si conclude con due lettere dell’Autrice indirizzate al “Caro papà” che non c’è più fisicamente. Eppure, a ben vedere, non è difficile scoprire nelle pagine successive il suo esserci ancora, seppur in un’altra “dimensione”. È il dato cristiano più evidente nella vita di Carlo Pedersoli: «Era curioso – precisa l’Autrice – di ciò che sarebbe venuto dopo» (p. 120). In un’intervista, inoltre, che Cristiana fa a suo padre in ospedale nel suo ultimo ricovero, tra le altre cose, gli chiede: “Cosa c’è dopo la morte?”. «Io credo – risponde Bud – che cominci tutto in quel momento: sono convinto che ciò che chiamiamo “morte” non sia altro che un passaggio di stato. L’anima secondo me è assolutamente e indubbiamente immortale, e continua a vivere anche dopo aver lasciato la Terra» (p. 98).

La conversazione tra padre e figlia arricchisce non poco il volume ed è interessante per conoscere l’ultimo Carlo, forse il più “sapiente”, perché sazio di una vita vissuta in pienezza: «Cri Cri – diceva alla figlia usando il nomignolo che le aveva affibbiato –, ho raggiunto gli ottantasei anni: lasciatemi passare. Sto attraversando la mia vita, lunga e fortunata e molto spesso felice. Alla mia memoria si presentano avvenimenti, ricordi e persone che ormai non mi appartengono più, non mi interessano più, perché io sono proiettato verso il futuro» (p. 120).

“Proiettato verso il futuro”: è una questione decisiva per ogni uomo quella che riguarda la vita oltre la morte e la sua importanza mi è stata ricordata da una “coincidenza”. Mentre stavo per scrivere queste poche righe, mi ha raggiunto una lettera di una persona a me sconosciuta che mi diceva di essere tornato alla fede cattolica da una manciata di giorni. Mi confidava che il suo mondo interiore era stato scosso da questo libro di Cristiana Pedersoli (letto perché fan di Bud Spencer) e che gli aveva riacceso interrogativi ineludibili per ogni coscienza. Così si è messo a rileggere anche l’autobiografia di Carlo, scritta a quattro mani con Lorenzo De Luca, Altrimenti mi arrabbio. La mia vita e ha recuperato il mio Spaghetti con Gesù Cristo! La «teologia» di Bud Spencer. Queste letture gli hanno ridato speranza soprattutto rispetto alla paura della morte e alla possibilità di una vita ultraterrena. Mi sono chiesto perché mai le vicende di Bud Spencer affascinino a tal punto (cosa capitata pure al sottoscritto) e ho trovato una possibile risposta nelle parole di Cristiana, riferite a suo padre: «Non si fermava mai. Appena realizzava un progetto, un sogno, un’ambizione, passava ad altro. Era fortunato perché in tutto aveva qualche forma di talento, o forse aveva talento nel vivere, e tutto il resto veniva di conseguenza. Ciò non significa che fosse superficiale, affatto. Era però capace di navigare. Sapeva molto bene di avere un oceano dentro di sé, ma anche che se si fosse fermato sarebbe affondato, che sarebbe riuscito ad attraversarlo solo rimanendo sulla sua superficie. Spiegando le vele e lasciando fare al vento» (p. 121).

Del resto – afferma ancora il gigante buono spinto dalle domande della figlia –, «la vita non ha senso, l’unico senso è nell’amore e nei legami. Credere in Dio è ciò che mi salva» (p. 98). Allora, nel raccontare la sua storia – che adesso è anche un po’ nostra –, movimentata e a tratti esilarante, Cristiana rammenta come l’ultima parola del grande Bud sia stata “Grazie”: «Pensai – si legge nell’ultima lettera indirizzata al suo papà – che stessi ringraziando me o Giuseppe, invece stavi ringraziando Dio o forse la vita stessa per l’amore, i dolori, i viaggi, le avventure, le passioni, il volo e il mare, le polpette e i fagioli, le Olimpiadi, i film e tutto il divertimento» (p. 123).

Anche per chi non conoscesse i trascorsi di Carlo Pedersoli, questo agile volume permette di incontrare una figura di un uomo eccezionale che nulla ha fatto per esserlo, ma che lo è diventato per come ha amato la vita. Sono convinto che nel cuore di chiunque, appena finita la lettura di questo prezioso libro (molto più che una biografia), si affaccerà, magari mediante un sospiro o un abbozzo di sorriso, un ringraziamento sincero per le pagine lette. E per quanto ha lasciato a tutti in eredità il mitico Bud Spencer.

 

1 commento :

  1. Non sapevo che fosse
    Meridionale,quante cose non si sanno. Grazie Don Samuele di farmi sapere 🙏♥️

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