29 agosto 2019

Abu Dhabi. L'abbandono del Vangelo

di Giovanni Donini
La dichiarazione di Abu Dhabi Fraternità umana per la pace nel mondo e la convivenza non smette di creare problemi all’interno della Chiesa cattolica, ma pochi si sono resi conto della pericolosità di tale documento, il quale comporta la rinuncia alla Fede in Gesù Cristo.

L’impianto di fondo del documento è improntato al relativismo religioso nello stile proprio della massoneria, in quanto dichiarare che la pluralità religiosa è voluta da Dio implica sostanzialmente che le religioni non significano nulla nei confronti dell’Altissimo, ed anche le dottrine che non affermano l’esistenza di un unico Dio personale sarebbero allo stesso livello del monoteismo. Ciò è del tutto assurdo già al solo livello logico poiché l’affermazione stessa dell’esistenza di un unico Dio implica la falsità di ogni culto che nega tale realtà; inoltre se detto dal vicario di Cristo suona almeno come tagliare il ramo su cui è seduto: l’autorità del Papa viene comunicata da Cristo, non da Allah, Odino o dal Tao.

I tentativi di correggere questo abominio sono stati velleitari e sporadici, e ciò non dovrebbe sorprendere: da decenni non viene insegnata (nemmeno nei seminari) la verità di Cristo, e il Vangelo viene apertamente e volontariamente annacquato da parole, discorsi, documenti chilometrici che affermano e negano senza dire nulla, lasciando intendere quello che il lettore vuole capire o non capire. A livello clericale la cosa è diventata drammatica negli ultimi anni, ma va notato che nella dichiarazione il linguaggio è lo stesso del Vaticano II, per cui è naturale che una generazione di ecclesiastici vissuta e formatasi sui documenti e sul linguaggio conciliare non abbia nulla da dire di definito su nessun argomento: se hai a disposizione solo testi ambigui che cerchi di far quadrare tra loro cercando un tratto d’unione che possa legarli insieme, come minimo la mente si abitua a questo cortina fumogena, e tutto ciò che ti verrà da dire ai fedeli sarà una ulteriore cortina fumogena – quando non una eresia inventata di sana pianta dal prete di volta in volta.

Negli ultimi 50 anni la buona novella non è stata comunicata in maniera chiara ai fedeli, che infatti si sono divisi in diverse correnti e movimenti laicali che per la propria identità fanno esclusivo riferimento al pensiero del fondatore (neocatecumenali o ciellini) o perseguono una linea politica ed ecclesiale propria ai loro interessi (gli ipocredenti di Sant’Egidio o i focolarini); ed attraverso questi schemi mentali, quando non proprio ideologici, leggono il Vangelo trasformandolo in un manifesto politico di sinistra più o meno radicale. E questo ha portato molti a scandalizzarsi della Chiesa e a rinnegare il Vangelo che veniva propalato attraverso la cortina fumogena: nessuno vuole farsi prendere in giro quando si tratta della Verità; e di fronte a personaggi che edulcorano la Parola di Dio l’unico messaggio che viene recepito è “questi si vergognano di ciò che credono” – da lì l’apostasia delle masse.

La notizia più recente relativa la dichiarazione di Abu Dhabi riguarda la decisione del Vaticano di istituire una “Commissione superiore” per attuare tale documento. Mons. Athanasius Schneider ha rilasciato una intervista a Life Site News, tradotta in italiano da Sabino Paciolla. Il presule ha mostrato di averle tentate tutte per far sì che la dichiarazione originale venisse corretta e che tale correzione fosse segnalata tanto quanto venne pubblicizzata tale dichiarazione. I risultati sono stati quelli che sono, e il rischio concreto è che percorrendo questo cammino fino in fondo si arrivi esattamente dove segnala il vescovo kazako:


Riconoscendo direttamente o indirettamente l’uguaglianza di tutte le religioni, attraverso la diffusione e l’attuazione del documento di Abu Dhabi (datato 4 febbraio 2019) senza correggere la sua erronea affermazione sulla diversità delle religioni, gli uomini nella Chiesa di oggi non solo tradiscono Gesù Cristo come unico Salvatore dell’umanità e la necessità della sua Chiesa per la salvezza eterna, ma commettono anche una grande ingiustizia e peccato contro l’amore del prossimo. Nel 1542, San Francesco Saverio scrisse dalle Indie al padre spirituale sant’Ignazio di Loyola: “Molte persone in questi luoghi non sono cristiani semplicemente perché non c’è nessuno che li renda tali. Molte volte ho il desiderio di viaggiare nelle università d’Europa, specialmente a Parigi, e di gridare in ogni luogo, come un pazzo, per spingere con queste parole chi ha più conoscenza che carità: “Ahimè, a quante anime, per la vostra ignavia, viene negato il cielo e finiscono all’inferno!”



 

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