19 giugno 2019

Quando si scoprì il vero volto dell'indigenismo

di Franco Ressa
A proposito del sinodo Pan Amazzonico, sarebbe interessante osservare ciò che fece negli anni ’90 e seguenti il cantante inglese Sting, che attualmente abita in una villa nobiliare in Toscana.
La famosa star della musica rock prese a cuore la sorte degli Indios che popolano le foreste brasiliane, attraverso l’organizzazione americana Rainforest Foundation. Sting ha portato nei suoi concerti il capo Raoni del popolo Kayapò, e lo ha esibito come testimone del suo impegno, anche finanziario verso i popoli della martoriata Amazzonia.

Malgrado ciò, si scoprì che gli indios vendevano il mogano alle imprese commerciali europee.
Ciò venne interpretato dagli ecologisti come una scandalosa resa ai “bianchi” e alla loro perversa civiltà, ma un capo indio avrebbe risposto in compendio, una cosa del tipo: Cari signori voi pensate che a noi piaccia andare in giro nudi, farci pungere dagli insetti, mangiare scimmie, serpenti e ragni, abitare in capanne di rami e foglie e dormire sulle amache ? Invece come a voi, ci piacciono i bei vestiti, il buon cibo, le case solide nelle quali ci si possa riparare dalle intemperie e dormire su letti comodi. Voi ci volete selvaggi, ma conoscendo i pro ed i contro del vostro mondo civilizzato, preferiamo assomigliarvi un poco.

Successivamente il cantante dichiarò ufficialmente di essere stato truffato dal signor Raoni. Mentre infatti venivano organizzate campagne di sensibilizzazione contro il disboscamento, gli indios vendevano legname al mercato nero: "Cercano sempre di ingannarti" ha dichiarato quando ha scoperto il ' doppio gioco' degli indios. "Vedono l' uomo bianco prima come una fonte di denaro, e poi come amico" ed ha ammesso "di essere stato piuttosto ingenuo pensando di salvare il mondo vendendo magliette per gli indios. In realtà" ha detto amareggiato "non è servito a molto".

Da allora Sting ha rivolto altrove i suoi interessi di ambito ecologico e ora vive nel Chianti. Chi invece nell’Amazzonia ci resta, è il padre Saveriano Renato Trevisan, che non condivide molto le tesi del missionario della Consolata Corrado Dalmonego tra gli Yanomami. Nella sua missione di Redencao nel Parà in Brasile, protegge e valorizza la civiltà e la lingua dei Kayapò, ma non dimentica di convertire e battezzare quegli Indios che vogliono «Assomigliarci un po’» come dice quel loro capo tutto sommato molto più saggio di tanti ecologisti.

Già, il proselitismo c’è ancora, malgrado sia oggi tanto inviso in Vaticano; ma avevano sbagliato tutto Gesù Cristo e i suoi apostoli?

Per approfondire l'affaire Sting-Raoni:




 

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