La stampa progressista intanto esulta, perché i vescovi non sono due ma sette. La motivazione ridicola è che "Si tratterebbe di una concessione che la Santa Sede spera possa portare Pechino a riconoscere l'autorità del Pontefice sulla Chiesa cattolica nel grande paese asiatico, gettando così le basi per la fine del lungo gelo dei rapporti bilaterali".
E' logico pensare che riconoscano l'autorità di un Papa che si fa nominare i vescovi dagli altri?
E' chiaro che siamo di fronte ad una svendita totale della Chiesa, un tradimento. Uno sputo in faccia ai martiri di tutte le epoche e a chi soffre tutt'ora per la distruzione della propria vita per via della propria fede.
Questa accettazione dei vescovi collaborazionisti cinesi è una carognata che getta il pontificato bergogliano nel buio profondo, nella notte della fede, nel baratro della vergogna.
È chiaro che queste mosse rispondono a logiche che non conosciamo, risalenti certamente ai motivi che portarono al conclave del 2013.
La lettera del Cardinale Zen
La risposta del Vaticano
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Pubblicato il 02 febbraio 2018

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