Ora che la menzogna sottostante al meccanismo vittimario è stata svelata, il mondo non può più essere identico a prima. [53] La norma antropologica che regolava la società umana fin dal suo sorgere è radicalmente mutata poiché la malvagità, l’ingiustizia, insita nell’assassinio rituale, è emersa alla luce e non può più essere ignorata. Prima di Cristo la vittima veniva identificata con il colpevole e l’umanità era giustificata di fronte a dio e agli uomini per la violenza perpetrata. L’accusa del mondo era sufficiente a rendere colpevole la vittima e la pace scaturita dal sacrificio della vittima era la controprova della sua stessa colpevolezza.
Dall’annuncio del sacrificio di Cristo in poi, ogni volta che l’uomo verrà chiamato a sacrificare una vittima nell’interesse della comunità, saprà che essa è innocente e il persecutore colpevole, saprà di commettere un peccato che grida al cospetto di Dio.
Dalla morte di Cristo il mondo entra nell’apocalisse, nel processo di disvelamento del Cristo nella storia fino al momento della sua nuova venuta. [54] Ormai Satana è svelato e il meccanismo di autoregolazione della violenza disinnescato.
L’uomo ormai si trova da solo di fronte alla propria responsabilità e violenza, senza più la possibilità di ricorrere alla grande narrazione mitica, all’escamotage che aveva garantito per millenni il riciclaggio delle coscienze. [55] Il desiderio, la violenza desiderante, la concorrenza, non può più essere assopita nemmeno per un momento dal balsamo della falsa religione.
Per questo motivo il mondo , una volta liberato dalla schiavitù dei miti e dei riti, non giunge ad una pacificazione ma ad un nuovo livello di consapevolezza militante. Dalla resurrezione di Cristo in poi coloro che non riconoscono la vera religione saranno condannati, impossibilitati come sono a ricorrere a riti sacrificali catartici, ad una duplice condanna.
La prima deriva dall’esponenziale crescita dell’uniformità degli attori sociali: il mimetismo ancora presente nel tessuto umano infatti non può limitare se stesso e la concorrenza fra i doppi mimetici cresce parallelamente alla crescita dell’uniformità tra gli stessi. Il rischio è quello di una perdita di differenze e senso della gerarchia con il conseguente acuirsi di invidie ed odi reciproci. Tutti saranno contemporaneamente nemici e perfette copie gli uni degli altri. Il mondo dunque non potrà più pacificarsi, nemmeno temporaneamente.
Da qui, per i singoli, deriva anche la condanna alla consapevolezza che qualsiasi desiderio non può sopravvivere alla conquista dell’oggetto desiderato e che dunque, per sopravvivere, il desiderio sarà costretto a rincorrere se stesso in una corsa infinita verso il nulla: ogni desiderio porta in sé la propria frustrazione. [56] Per questo il desiderio moderno, declinato nella sua semplice sfera materialistica e consumista, si è contratto fino a risiedere non tanto nell’ottenimento dell’oggetto o del prodotto desiderato quanto nel disfarsi, nel sacrificare, il prodotto già posseduto sull’altare di quello che ancora dobbiamo possedere.
Il momento del vero godimento , del soddisfacimento del desiderio non sta nel comprare la nuova versione di un prodotto, quanto nel gettare via quella vecchia. La cultura dello scarto si è elevata a nuovo, perennemente insoddisfacente, meccanismo di controllo sociale. [57] La modernità si ritrova così in un accanito processo rivoluzionario di creazione, presto abortita, di capri espiatori successivi; nell’ individuazione ed eliminazione costantemente frustrata dei colpevoli del male nel mondo.
“Nel Vangelo di Luca Cristo vede Satana ‘cadere dal cielo come la folgore’. Evidentemente, il diavolo cade sulla terra, dove non resterà inattivo. Non è la fine immediata di Satana che Gesù annuncia, o almeno non ancora, è la fine della sua trascendenza menzognera, del suo potere di riordinamento. Per designare le conseguenze della rivelazione cristiana il Nuovo Testamento dispone di una vasta gamma di metafore.
Si può dire, come ho già fatto , che Satana non può più scacciare se stesso, o che non può più incatenarsi, il che in fondo equivale a dire la stessa cosa. Siccome i giorni di Satana sono contati, egli ne approfitta più che può e, in modo assolutamente letterale, si scatena.” [58]

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