08 luglio 2013

Non ci salverà certo Putin!

 di Le Roi

Se non fosse che metto mano alla fondina ogni volta che leggo titoli tipo "il web impazzisce per [nome o fenomeno a vostra scelta]" inizierei questo pezzo scrivendo all'incirca così: "Il web (cattolico e "de destra", in tal caso) impazzisce per Vladimir Putin". L'algido presidentissimo russo, che vanta pure il fanclub italiano, è infatti ormai diventato idolo della metà dei miei contatti di Facebook, in particolare di quella parte più cazzutamente antiamerikana.

Perché? Semplice: da Mosca non passa giorno in cui non arrivino (confortanti) notizie sulle prese di posizione del Vladimiro-che-ci-piace – in Italia ci tocca Luxuria, che ce volete fà – riguardo quelli che dalle nostre parti chiamiamo "principi non negoziabili". Solitamente si tratta di sacrosante invettive contro l'ideologia gay, di giustissime difese della famiglia tradizionale e di qualche sparata contro l'Occidente libertino e degenerato. Insomma, quanto basta a noi, reazionari europei brutti e cattivi senza più una guida, per gridare all'uomo della Provvidenza. 
Ma ragazzi, tocca stare in campana. Perché qui, a mio avviso, si sta cadendo in qualche tentazione che, anche se non ho molte primavere alle spalle, mi pare di aver già visto. O almeno studiato.


1) La tentazione geopolitica
Vi cede solitamente il giovane cattolico con una sana passione politica e un'altrettanto sana voglia di capire il mondo contemporaneo, ma che nei fatti riduce la storia a una grande partita di Risiko. Muovi il carroarmato lì, destabilizza lo scenario mediorientale là e si pensa di avere capito tutto. Secondo colui che cede a tale tentazione, l'Atlantismo senza se e senza ma è stata una grande presa per il culo (cosa su cui sono anche d'accordo, volendo) e dobbiamo ora ciecamente buttarci sotto le ali dell'aquila bicipite, scolarci qualche bicchierino di vodka e confidare nel grande progetto di un'Eurasia forte e unita. Il bello è che spesso il suddetto ragazzo era probabilmente, fino a pochi anni fa, un teocon che tifava Bush e leggeva la Fallaci e che ora ha solamente cambiato "blocco" in cui riporre le proprie speranze. Un "tradimento" comprensibile, vista la piega che gli Usa hanno preso grazie a Mr. Obama.


2) La tentazione dell'uomo forte (o della Provvidenza)

Ragazzi, io pure vorrei San Luigi IX redivivo che mi guida alla crociata. Ma la realtà è ben diversa, e mi dice che di capi di Stato timorati di Dio che chiamano quotidianamente il Papa per avere consigli non ce ne sono all'orizzonte. Quindi va bene apprezzare alcune politiche di questo Putin e di questa Russia, va bene anche denunciare i gravi pericoli causati dalle maledette primavere arabe foraggiate dagli americani. Va bene anche mettersi la foto di Kim-Jong-Il come avatar per cazzeggiare. Ma da qui a sfilare in piazza per Assad o a flirtare con nazimaoisti, rossobruni e nazionalbolscevichi di ogni risma ce ne passa. 
Ah, qualcuno poi si ricorda la fine che fanno solitamente gli uomini della Provvidenza?

3) La tentazione dei "fatimari"
Premessa:
Dicesi fatimista: colui che crede fortemente nel messaggio di Maria Vergine a Fatima e che pensa che dalle sue parole e dalla devozione al Suo Cuore Immacolato dipenda il futuro di questo mondo.
Dicesi fatimaro: colui che qualsiasi notizia vagamente buona arrivi da Mosca inizia a blaterare di conversione della Russia intera e di apocalisse imminente.
Caro fatimaro: guarda che alle bellissime dichiarazioni di Putin non sta mica corrispondendo un avvicinamento tra l'ortodossia e il Vaticano, ossia un vero ecumenismo. Anzi: verso la Sede di Pietro noto ancora ostilità, antipatia, spocchia, complici anche i numerosi tradimenti che i nostri sacerdoti ormai da decenni compiono nei confronti della Tradizione e del Magistero. Dove la vedi quindi questa conversione imminente? Piuttosto, noto un fenomeno contrario: la conversione, o almeno l'incuriosito avvicinamento, alla Chiesa Ortodossa da parte di alcuni cattolici disorientati, che vi scorgono una sorta di fortezza immune alla modernità, al contrario della Roma dei Papi decadente e corrotta. Un po' lo stessa tentazione che sta portando alcuni occidentali a convertirsi all'Islam, con la differenza che almeno gli Ortodossi sono cristiani e che il loro clero non ha infranto la successione apostolica. Magra consolazione.

Ora, visto che a me hanno insegnato che alle tentazioni si resiste, altro che Wilde, come fare a non cadere nei succitati tranelli? Forse semplicemente ricordandosi una cosa: che il cattolico non si innamora. E non parlo degli affetti privati e familiari, ma di quelli del tutto mondani e politici. Il cattolico non ha bisogno di "tifare" per lo statista o per il caudillo, ma di pregare per lui. Il cattolico non ha bisogno di nuove dottrine, tantomeno di quelle economiciste, orizzontaliste e materialiste ("liberali" e "socialisti", ammazzatevi pure tra di voi, a me diverte un casino), ma di trovare le vie migliori per lavorare insieme verso il bene comune. Il cattolico non si è segnato sull'agendina il giorno della fine del mondo.
Ma soprattutto: il cattolico non deve sperare che qualcuno lo venga a salvare, perché quel Qualcuno è già venuto (e ritornerà) e ora la sua salvezza spetta soltanto a lui. Tutto il resto è realpolitik. Che va bene per i politici e che magari a volte dà anche risultati discreti. Ma che per alcuni, da troppo ormai, è diventata una sorta di secondo vangelo.

 

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