di Giorgio Mariano
L’elogio
funebre di don Andrea Gallo da parte del presidente della CEI, mons. A.
Bagnasco, e il silenzio della gerarchia ecclesiastica dinanzi l’atto sacrilego compiuto
il 1° maggio davanti alla basilica di San Giovanni in Laterano, durante il noto
concertone, rivelano l’insapore di una gerarchia ecclesiastica che non ha più
niente da dire: né difendere la Verità né condannare il peccato.