di Roberto De Albentiis
Ci sono alcune date, nel
corso dell’anno, in cui un cattolico è costretto, nonostante la loro festività,
ad arrabbiarsi: in primis, Pasqua e Natale (divenute, soprattutto
la seconda, la sagra del consumismo), il 31 ottobre (la Vigilia di Ognissanti,
rimpiazzata da quell’americanata di Halloween) e, venendo a noi, il 4 ottobre,
giorno della festa di San Francesco d’Assisi.
Il Serafico Patriarca, uno
dei più grandi e venerati santi della Chiesa Cattolica, di cui era devoto
figlio, dovette subire una prima travisazione da parte di alcuni dei suoi
stessi frati (stiamo parlando delle vere e proprie lotte che videro
contrapposti diversi rami di francescani immediatamente dopo la morte del
fondatore e per almeno un secolo) e, soprattutto, da parte dei primi
riformatori protestanti (vedasi alcune stampe che mostravano San Francesco
sdegnato per la corruzione papista e supportatore delle idee di Lutero e
Calvino); si trattò, tuttavia, di fenomeni circoscritti, e dal tempo (la crisi
dell’ordine, durata un secolo) e da altri motivi (i protestanti finirono per
rifiutare in sé la mediazione e il culto dei santi, Serafico Patriarca
compreso).
Calmatasi per almeno
trecento anni la situazione, bisognerà attendere i positivisti anticlericali
ottocenteschi per avere nuove rivisitazioni di San Francesco: ecco quindi il
San Francesco ribelle, o il San
Francesco mago e sciamano; si trattava, tuttavia, di fenomeni diffusi solamente
in qualche Accademia o in qualche Circolo, e non raggiunsero mai il popolo.
Il vero problema cominciò,
manco a dirlo, con la crisi post-Vaticano II: nel pieno marasma
post-conciliare, torme di fedeli laici, chierici e perfino religiosi (anche e
soprattutto dello stesso ordine francescano) diffusero l’immagine e l’idea di
un San Francesco proto-modernista e teologicamente progressista ante litteram,
un vero e proprio contestatore non solo politico, ma addirittura ecclesiale; e
questa volta, non si trattò di una mera campagna accademica, ma fu capillare e
coinvolse amplissimi strati di popolazione. Quante volte è toccato leggere,
soprattutto all’approssimarsi del 4 ottobre, a proposito di un San Francesco
pauperista, ecologista, “cattolico del dissenso”! Come faceva giustamente
notare Benedetto XVI, come fu creato un artificiale Cristo della Storia
(separato dal Cristo della Fede, come fosse possibile una contraddizione, come
fosse possibile dividere Cristo), così venne creato, diviso un San Francesco
della Storia (peraltro, mai esistito) dal San Francesco della Chiesa (di cui
fu, ribadiamo, figlio devotissimo).
Esauritasi o quasi anche
questa spinta propulsiva (vedasi l’incredibile gesto del famoso Padre Giorgio
De Capitani, che è arrivato a ripudiare San Francesco, accusato di oscurantismo
e superstizione a causa del Perdono di Assisi), ciò legato alla sempre più
avanzata e canuta età dei neomodernisti, ne è rimasta un’altra, diffusasi a
partire dagli ultimi due/tre decenni: quella del San Francesco ambientalista
(una variante, possiamo chiamarla così, laica) e quella del San Francesco new
age/cosmico (una variante, possiamo invece chiamarla così, religiosa).
San Francesco è diventato
così un animalista e un ambientalista (dimenticando che il suo amore per gli
animali e l’ambiente era dovuto all’adorazione di Dio, Creatore di tutte le
cose) o, anche, uno spiritualista, un guru, un qualsiasi illuminato e sicretico
maestro (dimenticando, qui, che lui, di Maestro, ne serviva e imitava uno solo,
e non certo uno tra i tanti).
Per esempio, qualche tempo fa avevo
avuto modo di adocchiare il programma di una serie di convegni (tenuti ad
Assisi dall’Associazione Alveare) che aveva il seguente titolo: «"Con
tutte le creature" anche quelle spirituali e aliene»; tra le conferenze,
spiccava quella dal titolo “La Bibbia non è un libro sacro”. Cosa c’entri tutto
questo con il Serafico Patriarca non è dato sapere, ma, di sicuro, fa
arrabbiare, e tanto: ogni anno, all’avvicinarsi del 4 ottobre, ne dobbiamo
sempre leggere una nuova a proposito del nostro amato santo!
San Francesco d’Assisi non
fu nulla di tutto ciò: non fu il precursore del protestantesimo o l’ispiratore
di ribellioni politiche ed ecclesiali; non fu il pauperista e il sincretista
anticipatore dei “frutti del Concilio”; non fu un illuminato tra i tanti o un
guru della Nuova Era dell’Acquario (peraltro, adesso, passata pure di moda);
non fu, infine, il precursore di culti ufologici o del c.d. “potenziale umano”.
San Francesco d’Assisi fu
figlio del Medioevo e figlio, devoto figlio, della Chiesa Cattolica; fu un
convertito, un asceta, un uomo di preghiera, un amante della Santa Messa e
dell’Eucaristia e della Madre di Dio. Non altro.
Cerchiamo, imitiamo e
chiediamo queste cose da lui, che fu uno dei prediletti da Nostro Signore Gesù
Cristo: non gli ufo o generiche spiritualità contano, ma, nell’Ultimo Giorno,
di essere accolti in Cielo!
“Non appoggiarti all’uomo, deve morire; non appoggiarti all’albero, deve
seccare; non appoggiarti al muro, deve crollare. Appoggiati a Dio, a Dio
soltanto. Lui rimane sempre!”
Pubblicato il 04 ottobre 2017

Il problema è che se San Francesco non è stato tutte quelle cose posticce, il largo pubblico non se ne interessa. I veri cattolici non si stancano mai di ascoltare continuamente ciò che San Francesco è stato davvero. Ma di veri cattolici ce ne sono ormai pochissimi mentre ai più o meno cattolici la storia vera di San Francesco annoia subito a meno di condirla con qualche spezia esotica.
RispondiEliminaFratelli, preghiamo resistiamo, non prevarranno.
Onore al de Albentiiiiis!
RispondiEliminaEMR