di Giuliano Guzzo
Oggi, 1° dicembre, è la Giornata Mondiale contro l’Aids. E temo che,
anziché contribuire ad accrescere la coscienza dell’epidemia
mondiale di Aids dovuta alla diffusione del virus HIV, molti si
ridurranno alla solita, tristissima apologia del condom; senza tuttavia
precisare che se è vero che questo ha un’efficacia protettiva dell’80%
[1], detta efficacia risulta limitata all’uso perfetto, continuo e senza
deroga alcuna. Il punto è che l’uso del preservativo si presta a numerosi e frequenti errori,
che vanno dal fatto che non sempre viene indossato per tutta la durata
del rapporto, al fatto che spesso viene inserito al contrario perché
srotolato dal lato sbagliato, dal mancato spazio lasciato sulla punta
alla rimozione sbagliata [2]; tanto che uno studio condotto su 509
adolescenti ha messo in luce come l’uso corretto e costante del
preservativo riguardasse appena 80 soggetti, il 16% [3].
No, tranquilli. Nessuno, oggi, vuole indire alcuna crociata contro il
condom. Si vuole solo far presente, sulla scorta delle dichiarazioni, a
suo tempo contestatissime, di Benedetto XVI, che non è riempiendo
strade e scuole di distributori di preservativi – e quindi offrendo una
risposta meramente materialista al problema – che batteremo l’Aids,
bensì guardando oltre. Parola di Edward Green, direttore della Harvard HIV Prevention Research Project, il quale, sconfessando certa propaganda, ha dichiarato testualmente:«Quando
il Papa ha detto che la risposta sta proprio nella fedeltà e nella
monogamia, questo è esattamente quello che abbiamo trovato empiricamente»
[4]. Che il dottor Green, al pari di quanti non si allineano al
festival del preservativo, sia solo un ostinato oscurantista? Difficile.
La realtà – ricerche alla mano [5] – è che la migliore risposta all’HIV
è il cambiamento del comportamento sessuale. La realtà, cioè, è che ci
vuole vera educazione. E possibilmente meno spot di cosiddetti vip che
parlano, al solito, senza sapere ciò che dicono.
Note: [1] Cfr.Weller S. – Davis K. (2002) Condom effectiveness in reducing heterosexual HIV transmission.
«Cochrane database of systematic reviews»;(1):CD003255; [2] Cfr.
Sanders S.A. – Yarber W.L. – Kaufman E.L. – Crosby R.A. – Graham C.A. –
Milhausen R.R. (2012) Condom use errors and problems: a global view.«Sexual
Health»; 9(1) 81-95; [3] Cfr. Paz-Bailey G. – Koumans E. H. – Sternberg
M. – Pierce A. – Papp J. – Unger E.R. – Sawyer M. – Black C.M. –
Markowitz L.E. (2005) The Effect of Correct and Consistent Condom Use on Chlamydial and Gonococcal Infection among Urban Adolescents.«Archives of Pediatric and Adolescent Medicine»;159(6):536-542; [4] Green E. in The pope was right about condoms, says Harvard HIV expert. «bbc.co.uk», 29/3/2009; [5] Cfr. Murphy E.M. – Greene M.E. – Mihailovic A. – Olupot-Olupot P. (2006) Was the “ABC” approach (abstinence, being faithful, using condoms) responsible for Uganda’s decline in HIV? «PLoS
Med»;3(9):e379; Halperin D.T. – Mugurungi O. – Hallett T.B. – Muchini
B. – Campbell B. – Magure T. – Benedikt C. Gregson S. (2011) A surprising prevention success: why did the HIV epidemic decline in Zimbabwe? «PLoS Med»;8(2):e1000414.
Pubblicato il 01 dicembre 2015

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